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Intelligenza emotiva

Vuoi star bene con gli altri? Impara l'empatia

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Pubblicato il: 23-02-2021


Vuoi star bene con gli altri? Impara l'empatia © istock

Sanihelp.it - Fraintendimenti e incomprensioni, discussioni e conflitti irrisolti. Le relazioni con gli altri sono spesso difficili e fonte di ansia e sofferenza. Eppure avere buoni rapporti è fondamentale per crescere sia dal punto di vista personale che professionale.

«Le relazioni con le persone, che si tratti di partner, colleghi o datori di lavoro, possono essere pungenti» spiega Lucia Giovannini, life coach. «Se ci lasciamo trasportare da queste difficoltà di relazione otterremo solo frustrazione, delusione e anche rabbia». La life coach ci regala sette consigli che possono essere d’aiuto per migliorare le relazioni e la qualità dei rapporti personali.

Dare sempre una possibilità a tutti. Ognuno di noi ha un vissuto di successi, sconfitte, eventi significativi e momenti drammatici e tutti noi, in modo diverso, li traduciamo nella nostra comunicazione con gli altri. 

 «Essere consapevoli di questo ci chiede di mettere da parte la tendenza al giudizio e di aprirci a nuovi contatti e relazioni nel lavoro e nella vita» spiega l’esperta. «Il tutto partendo da zero, come se avessimo davanti un foglio bianco da riempire con straordinarie storie di vita».

Offrire la gentilezza.  E’ un momento difficile, soprattutto oggi con la pandemia: siamo tutti sotto pressione, spesso ansiosi e nervosi. «Questi stati si riflettono sicuramente sulle nostre relazioni personali e di lavoro, ma abbiamo a disposizione un potente strumento per generare serenità istantanea: la gentilezza» commenta l’esperta.

La gentilezza che si può diffondere negli altri attraverso le parole, l'ascolto e l'apertura crea uno scenario dove le relazioni possono essere meno tese e più fluide, ma soprattutto più costruttive per ambo le parti.

Essere sempre consapevoli delle differenze. Se fai fatica a comunicare con alcune persone, come ad esempio i tuoi colleghi, il tuo capo, i tuoi clienti o anche i tuoi familiari è naturale che tu ti chieda perché non sono come te, non hanno i tuoi stessi pensieri, obiettivi e modi di comportarsi. «La risposta è semplice: sono diversi da te» spiega l’esperta. «Iniziare ad accettare questa diversità è un profondo cambio di visione che dà i suoi frutti».

Mai decidere per gli altri. Ciò che va bene ed è funzionale alla crescita di una persona può essere negativa per un’altra. «Le persone vanno lasciate libere di proseguire lungo il loro cammino, senza pretendere di sapere cosa è giusto e cosa è sbagliato per loro» commenta Giovannini.

Ascoltare. Le risposte sono sempre dentro di noi, ma a volte occorre parlare ad alta voce per scoprirle. «Ascoltare una persona senza interromperla permette al flusso naturale dei pensieri e delle emozioni di scorrere, ma soprattutto mette chi è di fronte in una situazione di calma, dove potrà farsi comprendere al meglio e liberare anche emozioni che rendono la comunicazione più onesta, piena e autentica» continua l’esperta.

Meglio lasciar andare il giudizio.

Come esseri sociali, abbiamo bisogno di poterci fidare degli altri e di ricevere a nostra volta rispetto e fiducia. «I giudizi sono come dei fili invisibili che ci allontanano dalle persone impedendoci di conoscerle veramente, di vederle al di là del bagaglio che si portano dietro» commenta Giovannini. «A volte non ci rendiamo neanche conto di averli e di quanto stiano limitando la nostra visione del mondo e rovinando le nostre relazioni: sta a noi spezzare questi fili e impedire che sbarrino la strada alla nascita di relazioni aperte, libere e finalmente autentiche».

Sviluppare l’empatia

E’ l'ingrediente principe nelle nostre relazioni, il cuore dell’intelligenza emozionale e implica la capacità di fare esperienza delle sensazioni di un’altra persona senza per questo perdere la nostra identità.

«Per sviluppare questa competenza così importante per un rapporto sereno con gli altri, occorre imparare a ascoltare, perché solo quando ascoltiamo davvero possiamo identificare quello che non viene detto, come le paure o le vere preoccupazioni» conclude la life coach.



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