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Olio extra vergine: perché usarlo e come tutelarlo

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Pubblicato il: 23-02-2021

Il suo consumo esclusivo è di beneficio per la salute: l'Università di Bologna di un progetto europeo svela come evitare le frodi


Olio extra vergine: perché usarlo e come tutelarlo © iStock

Sanihelp.it - Consumare olio extra vergine d’oliva (EVO) fa bene alla salute: in un recente studio pubblicato da ABC News viene sottolineato come sia ricco di composti come fenoli e grassi monoinsaturi, possa diminuire il grado d’infiammazione e il livello di grassi nel sangue, aumentando invece la quantità di HDL, il colesterolo buono che aiuta a ridurre il rischio di malattie cardiache.

«Le proprietà benefiche dell’olio extravergine sono legate principalmente alla sua composizione– ha confermato la dott.ssa Alice Parisi, biologa nutrizionista – L’alta concentrazione di polifenoli e tocoferoli, infatti, contrasta l’ossidazione delle macromolecole biologiche, ovvero DNA, proteine e lipidi, e aiuta a prevenire cancro, diabete e numerose malattie cronico-degenerative. Io ne raccomando il consumo a crudo, in quanto le alte temperature degradano i composti dell’olio».

Le falsificazioni quando si parla di olio extra vergine d’oliva, tuttavia non mancano.

Ecco perché un progetto europeo, coordinato dall’Università di Bologna, ha messo a punto una serie di strumenti innovativi che saranno molto utili per il controllo di qualità e dell’autenticità dell’olio di oliva, e per smascherare le miscelazioni illecite e le pratiche fraudolente.

Si stima che le frodi alimentari e i casi di contraffazione a livello globale generino ogni anno un giro d’affari da 30 miliardi di euro.

Pratiche illegali che spesso affliggono anche il settore dell'olio d'oliva, minando la fiducia dei consumatori e la reputazione di un prodotto simbolo, archetipo della qualità enogastronomica e nutrizionale della dieta Mediterranea.

Per rispondere a questa minaccia, nel corso di un lavoro durato quattro anni, il consorzio di OLEUM, progetto coordinato da Tullia Gallina Toschi, professoressa al Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-alimentari dell’Università di Bologna ha messo a punto soluzioni innovative (e perfezionato tecniche già esistenti) grazie alle quali è possibile controllare meglio che la qualità dell'olio d'oliva sia coerente con quanto dichiarato dai produttori, smascherando così miscelazioni illegali e altre pratiche fraudolente, e fornendo strumento innovativi anche per la verifica dell’origine geografica.

Il lavoro del consorzio di OLEUM ha inoltre permesso di creare l’OLEUM Network: una rete che connette a livello internazionale il patrimonio di conoscenze e di strumenti per l'analisi e l'autenticazione degli oli d'oliva.

Nel corso del progetto, infatti, laboratori di tutto il mondo hanno avuto la possibilità di partecipare ad una serie di corsi di formazione e di workshop durante i quali sono stati condivisi i risultati e le novità ottenuti da OLEUM.

L’OLEUM Network è oggi una rete in continua crescita, che permette a tutti gli attori coinvolti di confrontarsi sui metodi da utilizzare per il contrasto alle frodi e per proteggere la qualità dell'olio d'oliva.

Il progetto ha dato vitam infine, all’OLEUM Databank: un database digitale che conterrà i dati ottenuti nel corso dei quattro anni di lavoro del consorzio OLEUM.

Uno strumento che offre documenti e dati validati su cui i laboratori potranno contare per valutare la qualità e l'autenticità dei campioni.

L’esistenza dell’OLEUM Databank favorirà così l’instaurarsi di un approccio condiviso a livello globale per la verifica della conformità degli oli d'oliva.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Università degli Studi di Bologna

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