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Dieta e salute

L'endometriosi si controlla anche a tavola

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Pubblicato il: 22-03-2021


L'endometriosi si controlla anche a tavola © istock

Sanihelp.it - «Il cibo non è una medicina ma ci sono atteggiamenti a tavola che in molte situazioni possono alleviare il dolore e migliorare le cure» spiega il dottor Ferdinando A. Giannone, biologo ricercatore e nutrizionista, membro del comitato scientifico di APE– Associazione Progetto Endometriosi che unisce pazienti volontarie di tutta Italia impegnate nel creare consapevolezza e fare informazione su questa malattia.

L’endometriosi colpisce circa tre milioni di donne solo nel nostro Paese, ma è diagnosticata dagli 8 ai 12 anni di ritardo. Con l’esperto abbiamo parlato della relazione tra cibo, nutrizione ed endometriosi.

«L’endometriosi è una malattia cronica, che dura nel tempo, ed è a base infiammatoria» spiega l’esperto. «Per comprenderne la relazione con l’alimentazione non si deve parlare solo di ciò che bisogna mangiare, ma di tutto lo stile di vita che le donne possono adottare per far progredire più lentamente la patologia, diminuire i sintomi, e far funzionare meglio le terapie mediche. L’atteggiamento e lo stile di vita valgono tanto quanto gli ingredienti che si portano in tavola».

«In merito all’attività fisica, ad esempio, non bisogna esagerare con sport che possano sovraccaricare il pavimento pelvico che di solito è la parte dove c’è l’infiammazione» continua l’esperto. È giusto avere una buona muscolatura e mantenere il peso della norma, ma è importante anche evitare workout molto aerobici o fare sport agonistici nella pesistica, la bicicletta o l’equitazione.

Chi fa molta palestra e aumenta l’introito di proteine, infiamma la zona pelvica e questo aumenta il dolore e non aiuta la terapia farmacologica. Stesso discorso vale per chi è sedentaria e in sovrappeso e mette molti zuccheri in circolo: questi nutrienti possono stimolare ormoni estrogenici, che fanno come benzina sulla malattia.

«È bene, dunque, trovare il giusto equilibrio: fare sport che abbinano respirazione, attività moderata e flessibilità della muscolatura, come ad esempio lo yoga e il pilates, lavorare su stretching e attività antistress» commenta l’esperto.

«Le sostanze eccitanti, come caffè, tè, mettono più estrogeni in circolo» continua il dottor Giannone. «Le donne con endometriosi hanno normalmente più estrogeni in circolo, in particolare con il picco mestruale gli estrogeni fanno crescere il tessuto dell’endometrio e provocano più dolore».

Ci sono poi i grassi saturi, presenti nei cibi animali, come insaccati e formaggi, che possono peggiorare la condizione della malattia. Questo dipende dalla dose, dalla frequenza, dalla qualità e dall’origine del cibo che mangiamo.

«Bisogna prediligere prodotti e carni di animali vissuti allo stato brado o da allevamenti biologici: ci sono sostanze, utilizzare per produrre cibo, che influiscono sugli ormoni. E le donne con endometriosi sono più sensibili a livello ormonale» continua l’esperto.

«I pesticidi con cui si coltiva frutta e verdura, ad esempio, possono essere interferenti endocrini, proprio perché incidono sugli ormoni e questo può influire su alcune malattie, come l’endometriosi, anche se sono nei limiti di legge: meglio frutta e verdura biologica» commenta il dottor Giannone.

L’endometriosi è una malattia dalle tante sfaccettature. In base alla zona del corpo che ha colpito o alla storia clinica personale bisogna capire quali alimenti si possono ridurre e quali preferire come quelli ricchi di minerali, vitamine e molecole bioattive che hanno effetto antiinfiammatorio, antiossidante.

«E’ bene prediligere cibi vegetali di tanti colori diversi, variare la stagionalità, il sapore e il gusto e la parte delle piante che viene utilizzata» continua l’esperto. «I vegetali vanno accompagnati da alimenti animali che hanno grassi buoni, come il pesce azzurro, ricco di Omega3».

Per quanto riguarda gli zuccheri, meglio scegliere, ad esempio un miele grezzo, integro, che a temperatura ambiente è più solido ed è più è ricco di sostanze minerali, vitamine, antiossidanti, pollini.

«L’ideale è seguire un percorso con un professionista, per personalizzare la dieta. Le donne con endometriosi non devono fare scelte in autonomia, ma è importante che facciano una rieducazione alimentare. Dovrebbero essere seguite da un gruppo multidisciplinare di professionisti: fisioterapista, psicologo, nutrizionista e dal medico ginecologo» continua l’esperto.

Mai sbilanciare l’alimentazione: ci sono minerali e vitamine che le donne dovrebbero imparare a dosare. Di solito il medico prescrive delle analisi del sangue per valutare i livelli di zinco, magnesio, vitamina B12, vitamina D e acido folico e stabilire le giuste dosi da integrare.



FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Associazione Progetto Endometriosi

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