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Chirurgia conservativa

Tumore al colon, oggi c'è un innovativo approccio chirurgico

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Pubblicato il: 29-03-2021


Tumore al colon, oggi c'è un innovativo approccio chirurgico © istock

Sanihelp.it - L’intervento chirurgico in caso di neoplasie del colon-retto prevede l’asportazione della porzione di intestino malata e dei linfonodi vicini. Per quanto riguarda i tumori negli ultimi centimetri dell’intestino, è necessario un accurato studio preoperatorio per stabilire la posizione del tumore: se la neoplasia è particolarmente vicino all’ultimo tratto dell’intestino, l’intervento sarà demolitivo e prevedrà il posizionamento di un contenitore sterile di raccolta, permanente.

Grazie a una nuova tecnica operatoria, però, in una gran parte dei casi è possibile salvare la naturale funzionalità intestinale sia attraverso l’utilizzo di sofisticati sistemi di dissezione chirurgica, con un’innovativa tecnica mini-invasiva chiamata TA-TME (Trans Anal Total Mesorectal Excision), sia utilizzando un trattamento di radioterapia e chemioterapia pre-operatorio.

Questo intervento permette di asportare radicalmente il tumore lasciando però indenne l’ultimo tratto dell’intestino, praticando una sutura tra quest’ultimo e il colon. Il periodo post-operatorio è caratterizzato da una specifica riabilitazione funzionale dei muscoli del pavimento pelvico, associato a particolari indicazioni dietetiche e nutrizionali. Il paziente verrà quindi seguito periodicamente presso gli ambulatori.

«La tecnica chirurgica che applichiamo in Chirurgia 2 non è utilizzata in modo diffuso a livello nazionale» spiega il professor Paolo Carcoforo, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia 2 dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria (Arcispedale »S. Anna» di Ferrara) che, tra le altre specializzazioni, da sempre si occupa del trattamento chirurgico, ma soprattutto riabilitativo, delle patologie del pavimento pelvico.

«Questo fa sì che Ferrara rappresenti un centro di riferimento per il trattamento di questa patologia con l’obiettivo di garantire il miglior risultato in senso oncologico, riducendo al massimo il danno per il paziente: dolore, tempi di ospedalizzazione e conseguenze post-operatorie» continua l’esperto.

«E’ fondamentale sottolineare l’importanza del trattamento riabilitativo-funzionale, soprattutto a livello del pavimento pelvico, e la conservazione della naturale funzionalità intestinale» continua l’esperto. La finalità è duplice. «Da una parte si tratta di ottenere un risultato poco invasivo per il paziente, dall’altra garantire una qualità anche alla ripresa post-operatoria» conclude il professor Carcoforo.

L’innovativa tecnica mini-invasiva TA-TME prevede la presenza di due equipe che operano contemporaneamente con approccio laparoscopico addominale e trans-anale sul pavimento pelvico, mediante due diversi video ad alta definizione.

L’intervento prevede l’asportazione del tratto di intestino malato direttamente attraverso l’ano: per questo il paziente presenterà solo quattro cicatrici chirurgiche di 1 cm, a differenza dell’intervento tradizionale che prevede un taglio nell’addome associato ad una stomia permanente.

Come per tutti gli altri pazienti sottoposti a chirurgia del colon, nel Reparto di »Chirurgia 2» del S. Anna viene applicato un protocollo di recupero accelerato chiamato ERAS (Enanced Recovery After Surgery) che prevede una precoce ripresa delle attività funzionali, con un più rapido ritorno al domicilio e alle proprie attività, associato ad un uso minimo di farmaci antidolorifici.

I pazienti vengono poi presi in carico da un ambulatorio riabilitativo dedicato e sottoposti ad una serie di trattamenti specifici (elettrostimolazione, biofeedback, peristeen) per una più rapida ed ottimale ripresa delle funzioni di eliminazione delle feci.



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