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Medicina estetica

Botulino, il nuovo approccio è personalizzato

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Pubblicato il: 12-04-2021


Botulino, il nuovo approccio è personalizzato © istock

Sanihelp.it - Sono ormai vent’anni che si posiziona ai primi posti della classifica dei trattamenti estetici più gettonati con oltre 6,2 milioni di procedure nel 2019, secondo le statistiche dell’International Society of Aesthetic Plastic Surgery (ISAPS).

Il trattamento con la tossina botulina in due decenni è sostanzialmente rimasto uguale a se stesso, ma quello che è cambiato è l’approccio.

«Le ultime tendenze suggeriscono infatti armonia e naturalezza del risultato, senza eccessi: questo vale per tutta l’estetica medica, ma in particolar modo per il botulino» osserva Patrizia Gilardino, medico estetico di Milano.

«Un corretto uso del botulino che rispetti la fisionomia della paziente, permette di avere risultati per certi aspetti sorprendenti: le rughe vengono attenuate e, contrariamente a quanto troppo spesso ed erroneamente si è sentito dire, non vengono cancellate le espressioni» continua l’esperta.

«È un trattamento che, se utilizzato in modo corretto, può restituire freschezza allo sguardo e a tutto il terzo superiore del volto» continua l’esperta.

Cinque sono le caratteristiche del nuovo approccio: innanzitutto si guarda alla naturalezza del risultato. «Il botulino rilassa i muscoli, non li ingessa» precisa la specialista. «Molte rughe del terzo superiore del volto sono determinate da un’iperattività muscolare. In questo modo, le rughe di espressione si accentuano. Il botulino, rilassando il muscolo, consente di restituire la corretta elasticità, attenuando le rughe in particolare quelle che si formano tra le sopracciglia, le rughe del pensatore, le zampe di gallina e quelle orizzontali della fronte».

Oggi c’è poi una forte personalizzazione del trattamento. «I muscoli, nella loro forza contrattile, sono diversi da persona a persona. Occorre quindi utilizzare la dose giusta per restituire freschezza al viso e mantenere i caratteri espressivi che sono tipici di ognuno di noi» spiega Gilardino.

Terzo, la sicurezza. «Al di là delle continue conferme che arrivano dalla letteratura scientifica, il solo fatto che il botulino continui a essere utilizzato in medicina estetica da decenni con milioni i trattamenti fatti ogni anno nel mondo, è testimone di una sicurezza che non è mai venuta meno» continua l’esperta.

Da non dimenticare infine gli effetti. «Non sono permanenti, ma tendono nell’arco di qualche mese ad attenuarsi fino a scomparire. L’utilizzo ripetuto su una particolare area, quale ad esempio può essere la fronte, porta a un progressivo aumento del rilassamento del muscolo, così da avere effetti anche più lunghi. Ma comunque non permanenti. In questa ottica, può essere usato anche come prevenzione alle rughe del terzo superiore, già a partire dai 35-40 anni per evitare di arrivare a 50 o 60 anni con situazioni particolarmente compromesse».

Non va dimenticato poi che il botulino restituisce luminosità anche allo sguardo. «Lavorando sui muscoli, permette di alzare anche il sopracciglio. Il tutto va fatto però sempre tenendo conto dell’armonia complessiva del volto: esagerare non serve» conclude Gilardino.



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