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Prendi respiro

Asma, raccogli la sfida!

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Pubblicato il: 10-05-2021

Asma, raccogli la sfida! © istock

Sanihelp.it - Il respiro è vita e può fare la differenza, soprattutto quando si parla di una malattia come l’asma.In occasione della Giornata Mondiale dell’Asma che si è appena celebrata Sanofi lancia #NextBreathChallenge, una campagna sui social per sensibilizzare sull'importanza di un adeguato controllo di una malattia che colpisce più di 339 milioni di persone in tutto il mondo e che può causare gravi attacchi respiratori e danni polmonari permanenti.

La campagna è una valida occasione per informare i pazienti sulla possibilità di controllare l’asma a lungo termine, agendo sulle cause profonde di questa patologia infiammatoria cronica delle vie respiratorie

.In occasione della Giornata Mondiale dell’Asma che si è appena celebrata Sanofi lancia #NextBreathChallenge, una campagna sui social per sensibilizzare sull'importanza di un adeguato controllo di una malattia che colpisce più di 339 milioni di persone in tutto il mondo e che può causare gravi attacchi respiratori e danni polmonari permanenti.

Partecipare alla campagna è molto semplice: dopo aver attivato il filtro #NextBreathChallenge, presente nella libreria dei filtri sul proprio profilo Instagram, in alto a sinistra nelle storie di Facebook pubblicate dagli altri utenti, apparirà una candela al centro dello schermo.

La sfida consiste nello spegnere la candela soffiando delicatamente, mentre si registra un video o si scatta una foto tenendo premuto il tasto in basso al centro.Il vero obiettivo è quello di condividere il video o l’immagine nelle stories per dimostrare il proprio supporto a chi convive con l’asma e sensibilizzare sull’importanza di un’adeguata presa in carico di questa patologia cronica.

«Le persone che soffrono di asma spesso tendono a sottovalutare la propria condizione» dichiara Laura Mastrorillo, Presidente di FederAsma e Allergie – Federazione Italiana Pazienti OdV. «E’ necessario quindi aumentare la consapevolezza sulla malattia in tutti i suoi gradi e forme perché i pazienti siano sollecitati a non rassegnarsi e a rivolgersi a centri specializzati che possono seguirli in modo adeguato».

Aggressiva e con un impatto importante sulla qualità di vita dei pazienti, l’asma è una patologia complessa, associata a un'infiammazione delle vie aeree che rende difficoltosa la respirazione.

Se la maggior parte delle persone che vivono con l'asma riesce a gestire la propria condizione, in alcuni casi - dal 5% al 10% - la patologia diventa più problematica, con sintomi che rimangono non controllati nonostante l’aderenza alla massima terapia ottimizzata.

L’asma grave è causata da un’infiammazione cronica delle vie respiratorie, con sintomi persistenti, difficili da controllare con la terapia standard a base di corticosteroidi inalatori e che possono compromettere le attività quotidiane, il sonno e la qualità di vita.

Caratterizzata da senso di costrizione toracica, mancanza di respiro, limitazione della funzionalità polmonare, aumento delle riacutizzazioni e utilizzo cronico di cortisonici sistemici, l’asma grave può mettere a rischio la vita di chi ne soffre e comportare frequenti visite al pronto soccorso e ricoveri in emergenza.

«Spesso occorrono anni per arrivare a una diagnosi corretta e chi soffre d’ asma grave non è del tutto consapevole della sua condizione e soprattutto, non sapendo come affrontarla, vive un disagio quotidiano pesante e un forte senso di sconforto che ne compromette la qualità della vita» spiega Simona Barbaglia, Presidente di Respiriamo Insieme Onlus.

«Il nostro impegno associativo mira a sostenere quotidianamente i pazienti, a promuovere un migliore coordinamento tra le figure sanitarie coinvolte nella loro presa in carico e a garantire l’accesso a cure innovative» continua Barbaglia.

Ma cosa sappiamo della malattia? «Si tratta di una patologia che in un’alta percentuale nelle forme gravi è determinata dall’infiammazione di tipo 2, una reazione messa in campo dal sistema immunitario» spiega Francesca Puggioni, Caposezione Clinico Organizzativo ImmunoCenter, pneumologa del Centro di  Medicina personalizzata Asma e Allergologia, Humanitas Hospital Milano.

«Questo tipo di risposta immunitaria gioca un ruolo centrale in quanto coivolge citochine e cellule responsabili di una vera e propria cascata infiammatoria alla base dei principali sintomi dell’asma grave» continua Puggioni.

«Poter controllare questa infiammazione grazie a nuove terapie mirate, agendo su specifici mediatori dell'infiammazione, può essere un grande aiuto per trattare le forme più gravi e invalidanti dell’asma» conclude la pneumologa.



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