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Salute della vista

Torniamo all'aperto, attenzione agli occhi

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Pubblicato il: 11-05-2021

Torniamo all'aperto, attenzione agli occhi © istock

Sanihelp.it - Le giornate si fanno più lunghe e grazie alle riaperture si passa sempre più tempo all’aperto passeggiando, facendo sport o semplicemente prendendo un caffè.

Inizia così il periodo dell’anno in cui si sente più spesso parlare dell'importanza di proteggersi dai raggi UV. In realtà la luce ultravioletta è presente d’estate come d’inverno sia in giornate soleggiate che nuvolose: basti pensare, ad esempio, che l’intensità dei raggi UV con il cielo coperto si aggira intorno al 70%.

E’ per questo che Zeiss dal 2018 ha avviato una campagna di sensibilizzazione sui rischi derivanti da una protezione inadeguata degli occhi e dell’area perioculare dai raggi UV. Ma perché è così importante indossare lenti da vista che forniscono una protezione completa dai raggi UV dannosi?

Innanzitutto per ridurre l’insorgenza di patologie relative alla cataratta. L’OMS afferma infatti che il 20% di queste sono causate o peggiorate dalle radiazioni UV.

Per limitare l’invecchiamento precoce visibile dell’occhio che, nel 90% dei casi, è causato dai raggi UV. Nonostante siano passati tre anni dal lancio della tecnologia Zeiss UVProtect, oggi ancora la maggior parte delle persone indossa occhiali da vista che non offrono un'adeguata protezione dalle radiazioni UV.

Basti pensare che circa 6 lenti su 10 non le bloccano o le bloccano solo parzialmente, aumentando il rischio di danno agli occhi e all'area perioculare.

La protezione agli occhi permette di diminuire le probabilità di incorrere in congiuntiviti e fotocheratiti che possono provocare danni alla cornea causati dalle forti radiazioni UV. 

«Arrossamento degli occhi, ipersensibilità alla luce e lacrimazione sono tra i primi sintomi che un’esposizione eccessiva o non adeguatamente protetta ai raggi UV può provocare agli occhi» commenta il dottor Franco Spedale, Direttore dell’Unità Operativa a funzione Dipartimentale dell’Oculistica dell’Ospedale di Chiari ASST Franciacorta.

«Ci sono poi delle superfici come la sabbia al mare o la neve in montagna che aumentano notevolmente l’intensità dei raggi solari contribuendo così ad incrementare il rischio di sviluppare, con il passare del tempo, malattie oculari serie alla cornea, alla retina e al cristallino accelerando inoltre l’invecchiamento cutaneo nell’area perioculare» continua l’esperto.

«Se vogliamo fare un esempio dei danni causati dagli UV, pensiamo a chi lavora tutta la vita all’aria aperta, come i pescatori: tutti sanno che hanno una pelle particolarmente rugosa, ma forse non tutti sanno che sono spesso soggetti a pterigio, una crescita anomala di tessuto appartenente alla congiuntiva sulla cornea, che non regredisce spontaneamente, ma tende a continuare a crescere invadendo la cornea e limitando, così, la visione» conclude l’oculista.



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