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Giovani

Con la pandemia orientamento sessuale più incerto

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Pubblicato il: 08-06-2021

Secondo uno studio condotto su oltre 5000 giovani italiani, è aumentata la percentuale di ragazzi che si dichiara non etero. E le ragazze si danno al porno.


Con la pandemia orientamento sessuale più incerto © iStock

Sanihelp.it - Il coronavirus ha cambiato molte cose e sembra aver influenzato anche le abitudini sessuali dei teenagers, almeno secondo quanto emerge da una indagine condotta dalla Fondazione Foresta Onlus di Padova, diretta da Carlo Foresta, su più di 5.000 giovani che frequentano le quinte superiori del Veneto, della Campania e della Puglia, nell'ambito del progetto DiGitPro.

«La pandemia ha cancellato una parte importante nella socialità dei ragazzi. Diventa più difficile conoscere i coetanei, innamorarsi e sperimentare la sessualità, che si è riversata quindi nell’unico strumento di socialità a loro disposizione: internet» sottolinea il professor Carlo Foresta. E infatti più del doppio dei ragazzi si affida ora a siti di incontri (10% nel 2020-2021 rispetto al 5% di due anni prima) e in quest’ultimo anno è raddoppiata la percentuale di chi si dà al sexting (34%) e al cybersex (6%).

Anche la pornografia online ha preso piede soprattutto tra le ragazze: più del 30% ha infatti dichiarato di collegarsi abitualmente a siti pornografici, rispetto a solo il 15% del 2018-2019, con un aumento parallelo dell'autoerotismo. Nei ragazzi invece la frequenza di collegamento a siti pornografici era già molto evidente negli anni passati (89%).

«La maggior solitudine che ne è derivata ha forse aperto nei giovani ampi spazi di auto-riflessione, portando a galla una maggior incertezza nel loro orientamento sessuale» continua Foresta. Dall'indagine è infatti emerso un aumento della percentuale di ragazzi che dichiara di non essere eterosessuale, ovvero il 15% nel 2020- 2021, rispetto all'8% del 2018-19. Anche le ragazze, già negli anni precedenti orientate ad una minore eterosessualità, dichiarano più frequentemente questi loro comportamenti in epoca post-Covid il 29% del 2020-21, rispetto al 22% del 2018-19.



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