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Salute e animali

Riconoscere la triadite nel gatto

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Pubblicato il: 15-06-2021

È una sindrome non molto conosciuta, ma piuttosto comune nei gatti


Riconoscere la triadite nel gatto © iStock

Sanihelp.it - La triadite è un’infiammazione che interessa più organi: fegato (e/o vie biliari), pancreas e intestino.

Non è detto che questi organi siano coinvolti nello stesso modo e contemporaneamente, alcuni animali manifestano un’infiammazione più marcata a livello di pancreas e intestino, altri di fegato e intestino.

Raramente si osservano pancreatite e epatite senza coinvolgimento intestinale.

La malattia non è esclusiva del gatto, ma colpisce prevalentemente i felini, nei quali fegato, pancreas e intestino hanno stretti rapporti anatomici, a differenza di quanto avviene nei cani.

Non ci sono differenze di razza o di sesso, ma di età: i più colpiti sono i gatti adulti, intorno ai 6-9 anni.
Le cause scatenanti possono essere diverse, alcuni autori suggeriscono un malfunzionamento dello sfintere di Oddi, un anello muscolare posto attorno al dotto biliare nel punto in cui quest’ultimo entra nel duodeno, che regola il flusso di bile tra colecisti e duodeno.

Altri parlano invece di un’alterazione della flora microbica intestinale, con prevalenza di batteri potenzialmente patogeni che risalgono verso gli altri organi provocando infiammazioni.

I più concordano invece nel pensare a una causa scatenante autoimmune.

sintomi non sono specifici e possono essere facilmente confusi con disturbi di altre patologie:

nausea e vomito

mancanza di appetito

diarrea o stipsi

disidratazione

pelo arruffato

mucose tendenti a un colore giallastro (ittero)

dolori addominali

Questi sintomi non compaiono contemporaneamente, dipende dalla situazione.

Se esiste un sospetto, il veterinario eseguirà un’ecoaddome e degli esami del sangue completi.

La terapia può variare a seconda del grado di interessamento di ciascun organo coinvolto. 

Per la nausea e il vomito si potranno somministrare antiemetici e gastroprotettori, per il dismicrobismo intestinale fermenti lattici, poi farmaci stimolanti l’appetito, vitamine, epatoprotettori, reidratanti per ristabilire l’equilibrio idro-salino.

La prognosi sarà più favorevole se la malattia verrà diagnosticata precocemente.



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