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Chiave di svolta

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Pubblicato il: 15-06-2021

Chiave di svolta © Amici Obesi Onlus

Sanihelp.itChiave di svolta – Storie e percorsi di persone con obesità è un progetto fotografico, realizzato da Stefano Barattini per Amici Obesi Onlus

Nell’introduzione del libro si legge come la capacità della fotografia di essere un ponte tra le proprie immagini interiori e gli aspetti cognitivi più razionali, permette di fare emergere anche i contenuti di cui si è meno consapevoli e possono essere utilizzate in modo efficace per sensibilizzare e contrastare pregiudizi ed esclusione sociale. 

«Uno scatto, una posa, un prima in bianco e nero e un dopo a colori. Tutti elementi che parlano del modo interiore di una persona che ha subito le maree emotive legate all’obesità», sottolinea Emanuela Paone, Psicologa e Psicoterapeuta, Sapienza Università, Roma.

«Un silenzio rotto solo dalla fame prima, il desiderio di cambiamento durante e il benessere legato alla cura di questa condizione, sono rappresentati dai colori vivaci, che spiccano dalle foto, accompagnati da sorrisi e da sguardi nitidi e autentici. Un libro di rottura, che avvicina il lettore alla comprensione dell’obesità e delle storie che si celano dietro la maschera. Il supporto psicologico, spesso negato e sottostimato, aiuta nella lotta ai pregiudizi e allo stigma facilitando l’emergere dei colori che ogni obeso cela sotto una coltre di bianco e nero».
 

«Lo stigma sull’obesità, ovvero la disapprovazione sociale, è una delle cause, che attraverso stereotipi, linguaggi e immagini inadatte, finiscono per ritrarre l’obesità in modo impreciso e negativo. L’opinione pubblica ed anche parte del mondo medico hanno una visione superficiale del problema», spiega Andrea Lenzi, Coordinatore Italia dell’Obesity Policy Engagement Network (OPEN) e Presidente del Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CNBBSV) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, 

«Questo progetto fotografico pone l’accento sulla chiave di (s)volta che le persone che convivono quotidianamente con l’obesità debbono avere, raccontando la loro storia attraverso la fotografia come percorso per conoscere meglio se stessi, abbattendo quei diaframmi culturali e di percezione collettiva sull’obesità».
 

«Le immagini più spesso riprodotte tendono a ritrarre le persone obese come persone golose, deboli, pigre, non attraenti, quasi asessuali, rinforzando l’idea diffusa che la perdita di peso e la magrezza rappresentino una via semplice e in un qualche modo indispensabile per raggiungere virtù, salute e successo. In una società votata all’efficienza apparente non c’è posto per le taglie forti, è come se nel mondo moderno non vi fosse spazio relazionale per la persona con obesità. In questo volume, invece, la foto vuole essere il mezzo per far meglio comprendere il problema a chi guarda e far capire quanto difficile sia stato il percorso della persona raccontata attraverso gli scatti; con il fine ultimo di far capire che l’obesità è una malattia e come tale va trattata, senza discriminare e colpevolizzare le persone che ne sono affette»,conclude Giuseppe Fatati, Presidente Italian Obesity Network – IO-NET. 



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