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Giornata Mondiale della Desertificazione

Siccità, un'emergenza mondiale

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Pubblicato il: 17-06-2021

Siccità, un'emergenza mondiale © istock

Sanihelp.it - Per il 17 giugno le Nazioni Unite hanno istituito la Giornata Mondiale della Desertificazione che quest’anno vuole porre l’accento sul tema drammatico della siccità. Si è di fronte infatti all’evento climatico più disastroso per l’agricoltura che solo in Italia provoca danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti.

Nonostante i cambiamenti climatici l’Italia, come sottolinea la Coldiretti, resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente. Per via delle carenze infrastrutturali si riesce a trattenere solo l’11% dell’acqua piovana.

Uno spreco che non ci si può permettere in una situazione in cui con l’emergenza Covid l’acqua è centrale garantire l’approvvigionamento alimentare in uno scenario globale di riduzione degli scambi commerciali, accaparramenti e speculazioni che spingono la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali per assicurare l’alimentazione della popolazione.

Non a caso i prezzi dei prodotti alimentari hanno raggiunto a livello mondiale il massimo da quasi dieci anni, trainati dalle quotazioni in forte aumento per oli vegetali, zucchero e cereali. E’ questa l’analisi della Coldiretti diffusa in occasione dei dati Istat sull’inflazione a maggio sulla base dell’Indice Fao dei prezzi delle materie prime agricole dello stesso mese.

 L’aumento delle quotazioni conferma che l’allarme globale provocato dal Coronavirus ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza.

Inoltre ha messo in luce le fragilità presenti in Italia sulle quali occorre intervenire per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento in un momento di grandi tensioni internazionali.

«In questa ottica è strategica la realizzazione di infrastrutture a partire dai bacini di accumulo, proposto dalla Coldiretti e inserito nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) varato dal Governo» ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che «con i bacini potremmo arrivare a trattenere il 40-50% portando risorsa idrica dove non c’è, con la possibilità di triplicare le rese e combattere il dissesto idrogeologico».

Il progetto ideato ed ingegnerizzato e poi condiviso con Anbi, Terna, Enel, Eni e Cassa Depositi e Prestiti con il coinvolgimento anche di Università prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto complessivo e ottimizzare i risultati finali.

L’idea è di costruire senza uso di cemento, così da ridurre l’impatto l’ambientale, laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione.



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