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Malattia renale: le dovute cautele estive

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Pubblicato il: 22-06-2021

Il caldo estivo e soprattutto le ondate di calore, mettono a dura prova chi ha una funzionalità renale ridotta: ecco che cosa bisognerebbe fare


Malattia renale: le dovute cautele estive © iStock

Sanihelp.it - L’arrivo dell’estate rappresenta una sfida per chi ha una funzionalità renale ridotta: il caldo e l’aumento generale delle temperature, infatti, espongono l’apparato renale a uno sforzo intenso a causa della perdita di liquidi e sale da un lato, con una conseguente riduzione del volume dei liquidi intracorporei e possibile riduzione della pressione arteriosa, fattori che condizionano la quantità di sangue che arriva ai reni.

Ecco perché la Società Italiana di Nefrologia (SIN)  ha cercato di riassumere le buone pratiche da adottare per far fronte alla calura estiva, utili sia ai soggetti a rischio sia ai pazienti già affetti da malattia renale cronica (MRC), fragili per antonomasia.

La MRC è una delle malattie croniche più diffuse.

Secondo recenti studi della Società Italiana di Nefrologia, la MRC colpisce circa il 7-10% della popolazione ed è, purtroppo, in continua progressione anche a causa dell’invecchiamento generale della popolazione.

In Italia, i pazienti al terzo stadio o a uno stadio più grave sono quasi 4,5 milioni e i pazienti in dialisi circa 50.000; altrettanti sono i pazienti portatori di trapianti di rene in follow-up clinico nefrologico.

Oltre ai pazienti con diagnosi di malattia renale, devono prestare particolare attenzione verso questa condizione quelli più a rischio di svilupparla ovvero i soggetti sovrappeso, ipertesi, diabetici.  

«È possibile che si osservi un peggioramento della funzione renale qualora non si riesca a compensare adeguatamente la perdita di liquidi e sali. Tutto ciò è aggravato dalle recenti modificazioni climatiche, caratterizzate da forti e rapidissime escursioni termiche, in grado di mettere a dura prova il sistema circolatorio, neuro-vegetativo e, di conseguenza, la funzione renale. È per questo che il climate change si configura come un fattore di rischio addizionale per la salute dei reni, organi fondamentali nella gestione dei liquidi del nostro organismo. Più esposti, in rapporto alle modificazioni del clima, sono i pazienti con funzionalità renale ridotta a causa di una malattia preesistente o i soggetti con rene unico» chiarisce Piergiorgio Messa, Presidente SIN e Direttore di Unità Operativa Complessa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto Renale - Policlinico di Milano e Professore Ordinario di Nefrologia all'Università degli Studi di Milano.

Ecco perché tutti i soggetti a rischio dovrebbero avere cura di:

Re-idratarsi bevendo almeno 1.5 litri di acqua al dì, da aumentare in caso di sudorazione profusa o esposizione a climi caldi e molto ventilati
Reintegrare, seppur moderatamente, la quantità di sale che viene fisiologicamente persa in caso di abbondante sudorazione, a meno che la pressione non sia elevata
Non esporsi al sole nelle ore più calde
Applicare un’importante protezione cutanea
Controllare sistematicamente i valori della pressione arteriosa



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