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Coppia

L'infertilità (e le cure) possono minare il sesso

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Pubblicato il: 22-06-2021

Ricercatori italiani identificano la sindrome inferto-sessuale. Problemi di fertilità e sessualità vanno affrontati insieme, con una valutazione psicosessuologica di coppia.


L'infertilità (e le cure) possono minare il sesso © iStock

Sanihelp.it - Se da una parte le disfunzioni sessuali maschili e femminili possono essere una causa di infertilità di coppia; la stessa infertilità e le cure per essa, se non gestita da un’équipe che comprenda anche un medico della sessualità, può generare in entrambi i partner sintomi sessuali con un grande impatto sulla salute sessuale. È questo un circolo vizioso che è stato ribattezzato Sindrome Infertosessuale da un team di ricercatori composto dai professori Giovanni Luca e Riccardo Calafiore e dalla dottoressa Sara Parrettini dell’Università degli Studi di Perugia e dal professor Emmanuele Jannini e dal dottor Andrea Sansone dell’Università di Roma Tor Vergata. 

Gli scienziati sono giunti a tale conclusione, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Endocrinological Investigation, dopo aver effettuato un’accurata analisi della letteratura per individuare le ricadute dell’infertilità sulla sessualità e indagare come le tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA) possano influire sulla salute sessuale della coppia.

L’infertilità coinvolge circa una coppia su sei, e può dipendere da fattori maschili, femminili e di coppia che, spiegano i ricercatori, «rendono necessaria una valutazione multidisciplinare che coinvolga numerosi specialisti al fine di valutare la presenza di fattori di rischio e le possibilità terapeutiche».

Una diagnosi di infertilità si associa ad una maggior prevalenza di disfunzioni sessuali, sia negli uomini (prevalentemente disturbi dell’erezione) che nelle donne (principalmente sotto forma di desiderio sessuale ipoattivo). In parte, spiegano sempre gli scienziati, può dipendere «dal carico psicologico e relazionale associato alla diagnosi di infertilità, spesso vissuta con un senso di inadeguatezza nei confronti del partner, ma anche la perdita della spontaneità dei rapporti sessuali (conseguente all’indicazione a concentrare i rapporti sessuali in una specifica finestra temporale) rappresenta un ulteriore fattore di rischio per l’insorgenza di disfunzioni sessuali. Inoltre, la presenza di una disfunzione sessuale in un membro della coppia si traduce inevitabilmente in un coinvolgimento del/della partner, favorendo anche la progressione da forme subcliniche a clinicamente manifeste: una valutazione psicosessuologica di coppia è quindi un corretto approccio non solo terapeutico, ma anche potenzialmente preventivo».

Le tecniche di PMA da un lato certamente consentono a molte coppie di avere una o più gravidanze ma c’è un rovescio della medaglia che può riguardare la coppia e anche, singolarmente, l’uomo e la donna: il rischio di ulteriori problematiche sessuali per via dell’eccessiva medicalizzazione della mancata fertilità. «Nell’uomo, l’identificazione del proprio ruolo come donatore di sperma e la percezione delle tecniche di PMA come intrusive della propria virilità contribuiscono ad aumentare la prevalenza di disfunzione erettile, calo del desiderio e disturbi dell’eiaculazione; nella donna, il vissuto di infertilità, il ricorso a stimolazioni ormonali e la manipolazione genitale favoriscono l’insorgenza di dispareunia, desiderio sessuale ipoattivo e disturbi orgasmici. Inoltre, in entrambi i partner, la perdita dell’eroticità del rapporto sessuale e la progressiva disconnessione fra sesso e riproduzione possono ulteriormente gravare sulla salute sessuale di coppia» sottolineano i ricercatori.

Si delinea il quadro di una vera e propria sindrome che, come anticipato, gli scienziati hanno definito Inferto-sessuale, proprio a evidenziare come fertilità e sessualità non siano condizioni distinte, nonostante, finora, l’aspetto sessuale sia sempre stato poco considerato. Gli scienziati non hanno dubbi: «Le coppie affette da infertilità richiedono un supporto psicosessuologico completo in aggiunta alla terapia medica. Il distress conseguente all’infertilità, amplificato ad ogni ciclo terapeutico fallito, può essere destabilizzante per le coppie: investire risorse in tal senso può migliorare la sessualità della coppia, portando anche ad una migliore aderenza alle terapie».



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