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CBM: la cura delle patologie visive in Sud Sudan

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Pubblicato il: 30-06-2021

CBM: la cura delle patologie visive in Sud Sudan © cmb

Sanihelp.itAgire tempestivamente in medicina è tutto. Serve evitare la malattia o il suo degenerare. Non molti sanno che l’80% delle persone con disabilità nel mondo vive in paesi in via di sviluppo, dotati di minori risorse per sostenere le spese sanitarie. In queste condizioni, avere una disabilità significa essere più poveri ed emarginati. In Sud Sudan, uno dei paesi più poveri del mondo a causa di conflitti decennali, CBM lavora a fianco delle persone con disabilità, dando una speranza a tutte quelle persone che per disabilità visive si trovano esposte a un maggiore rischio di povertà ed emarginazione sociale.

Il problema delle disabilità visive nel territorio sud sudanese

In Sud Sudan l’aspettativa di vita è tra le più basse al mondo (54 anni circa). Questo a causa delle situazioni di violenza degli ultimi decenni che hanno portato, anche quest’anno, a situazioni di carestia che risultano impattanti per il 60% della popolazione. A farne le spese sono i civili, e tra loro i più fragili.

Il Covid-19 ha portato ulteriori problemi in una situazione già critica e ancora di più in quella delle persone con disabilità affette da patologie visive: una persona con disabilità ha minore possibilità non solo di accedere alle cure per il Covid-19 presentando già patologie, ma anche di auto proteggersi risultando più problematico il distanziamento sociale e le misure personali di igiene.

CBM (Christian Blind Mission) è un’organizzazione umanitaria che opera nella cura e sensibilizzazione delle patologie visive fin dal 1908. Il progetto in Sud Sudan è ad opera di CBM Italia Onlus con il supporto dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.

A dicembre 2020, oltre 15.000 persone, di cui più di 2.000 bambini sono stati visitati e curati. Per la fine del 2021 si vuole riuscire a visitare e curare oltre 40.000 persone.

CBM ha deciso di inserire il Sud Sudan tra i progetti della campagna Break the Cycle, campagna avente l’obiettivo di spezzare il ciclo per cui la disabilità è legata a povertà ed emarginazione, dove i tre elementi si alimentano a vicenda.

Le patologie visive presenti nel territorio sud sudanese sono:

Cataratta. Oltre la metà dei casi. 

Difetti refrattivi. Miopia, astigmatismo, ipermetropia da noi sono disturbi comuni. In un paese come il Sud Sudan in cui manca tutto sono necessarie non solo visite specialistiche (queste patologie possono essere davvero invalidanti) ma anche personale e materiale ottico.

Tracoma. Questo tipo di patologia è la principale causa infettiva di cecità. Mancanza di igiene ed acqua pulita sono le sue cause di diffusione.

Oncocercosi. Malattia infettiva che causa cecità, tipica dei luoghi tropicali.

Glaucoma. È una malattia che porta a cecità irreversibile, per questo la diagnosi tempestiva è particolarmente importante.

Retinoblastoma. Un tumore maligno che colpisce l’occhio in bambini di età compresa tra i 2 e i 3 anni. Anche qui la tempestività è importante perché, se preso per tempo, viene curato nel 96% dei casi.

CBM agisce per la prevenzione e cura di tutte queste malattie, con progetti che coinvolgono le comunità a 360°.

L’impegno di CBM

Nel contesto del progetto BECause Eye Care, sostenuto dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, CBM, in collaborazione con le organizzazioni CUAMM e CORDAID e con il Ministero della Salute dello Stato di Central Equatoria, si pone l’obiettivo di agire con tempestività su più fronti:

Formazione del personale sanitario

Sensibilizzazione in comunità e scuole per includere le persone affette da patologie visive, diffondere l’importanza della cura della vista e le principali modalità di prevenzione, oltre all’inclusione delle persone con disabilità all’interno delle comunità.

Cure avanzate attraverso il Centro Oculistico BEC a Juba, la capitale del paese.

Potenziamento di unità mobili in tutto il paese per diagnosi (Stati di Central Equatoria, Western Equatoria e Eastern Equatoria) dove i casi più gravi vengono rimandati al BEC.

Considerando le condizioni del Sud Sudan, i risultati del progetto sono già un grande passo in avanti, su una strada che deve essere percorsa ancora con lo stesso impegno. Ma tanto resta da fare per spezzare il ciclo che lega povertà, disabilità ed emarginazione.



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