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Salute e animali

Covid: cani e gatti contagiati dai loro proprietari

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Pubblicato il: 06-07-2021

Cani e gatti possono ammalarsi di Covid 19


Covid: cani e gatti contagiati dai loro proprietari © iStock

Sanihelp.it - La peggio tocca ai gatti che appaiono, secondo uno studio, più vulnerabili all’infezione da Sars Cov2.
A trasmettergliela i loro stessi padroni, come confermano nuovi studi che saranno presentati all'European Congress of Clinical Microbiology & Infectious Diseases (Eccmid), in programma online dal 9 al 12 luglio.
Probabilmente questo dipende dal fatto che il gatto dorme spesso sul letto del padrone, appiccicato (letteralmente) al suo corpo. 
Sull’argomento è stata condotta una ricerca dalla Prof. Dorothee Bienzle dell'università di Guelph nell'Ontario e dai suoi collaboratori, che hanno valutato la presenza di anticorpi anti Sars Cov2, che indicano il superamento dell’infezione, in cani e gatti di casa, e in cani e gatti che si trovano nei rifugi o randagi. 
Il 67% dei gatti e il 43% dei cani che vivevano in famiglia sono risultati positivi agli anticorpi, a fronte del 9% degli animali del rifugio e del 3% dei gatti senza casa.
Questo indica che l’uomo può trasmettere l’infezione agli animali domestici, mentre l’inverso non è dimostrato (per ora).
Secondo i proprietari, gli animali hanno mostrato dei sintomi: perdita di appetito, letargia, naso colante, difficoltà di respiro, ma niente che non si sia risolto in poco tempo senza complicazioni.
Un altro studio portato all'Eccmid, sempre su cani e gatti di ex pazienti Covid, è stato condotto dal gruppo di Els Broens dell'università di Utrecht, Paesi Bassi, che ha valutato la presenza del virus, mediante tamponi, o degli anticorpi, in cani e gatti, giungendo alla conclusione che l’infezione è piuttosto diffusa nei pet che hanno padroni che hanno contratto la malattia.
Secondo la Dott.ssa Broens, chi ha il Covid dovrebbe evitare il contatto con il cane o il gatto proprio come fa con gli esseri umani. 
La preoccupazione maggiore non è per la salute degli animali, che erano quasi tutti asintomatici o con sintomi lievi, ma per il rischio che cani e gatti possano fungere da incubatore del virus e reintrodurlo tra le persone. 
Quanto al rischio che gli animali domestici possano contagiare i loro padroni i ricercatori lo ritengono molto dubbio. 


 

«Non possiamo dire che il rischio sia zero ma al momento la pandemia è ancora causata da infezioni da uomo a uomo», ha spiegato la dottoressa.



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