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Protezione estiva

Sole, quel che conta è difendersi

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Pubblicato il: 06-07-2021

Serve buon senso quando ci si espone ai raggi ma anche l'aiuto insostituibile di un solare, ad alta protezione per i primi giorni e per le pelli sensibili.


Sole, quel che conta è difendersi © istock

Sanihelp.it - Regala buonumore, benessere e quell’abbronzatura dorata che tanto ci piace. Senza dimenticare che attiva la produzione di vitamina D, fondamentale per la stabilità delle ossa.

Ma se il sole ha tanti lati positivi, ai quali non è certo il caso di rinunciare, ha anche i suoi non pochi lati negativi che vanno da un’accelerazione del processo di invecchiamento fino a seri problemi di salute.

«E’ fondamentale quindi esporsi sempre con la protezione di un solare che argina le radiazioni Uv impedendo scottature, eritemi ma anche danni che sia pur non visibili hanno conseguenze pericolose» commenta la dottoressa Francesca Farnetani, dermatologa e professore alla Clinica Universitaria di Modena.

Fondamentale che un solare protegga dall’intero spettro solare. «Partendo dagli Uvb, responsabili dell’arrossamento e dell’eritema che compaiono nei primi giorni di sole: pur restando in superficie, determinano comunque un danno al DNA che aumenta progressivamente nel tempo a seguito delle ripetute esposizioni» spiega l’esperta.

«Ai raggi Uva si deve invece la comparsa della tintarella dopo alcuni giorni di sole legata alla produzione di melanina, naturale difesa della pelle» continua l’esperta. «Sono raggi che penetrano profondamente nella cute producendo un danno al DNA che innesca il processo di invecchiamento cutaneo e, nei soggetti predisposti, favorisce la comparsa di tumori cutanei».  

Ultima ad essere scandagliata come responsabile di danni alla cute è la luce blu. «Normalmente si pensa che sia solo quella emessa da cellulari, computer e tablet che per altro ha un effetto praticamente nullo: solo due settimane ininterrotte davanti a un device potrebbero sortire qualche danno» commenta Farnetani.

«In realtà la luce blu fa parte dello spettro solare: penetra molto profondamente, ancora più degli Uva, esercitando un danno sul DNA cellulare con le conseguenze note» commenta l’esperta. In più ha un effetto pigmentante che risulta più accentuato nei fototipi scuri: l’esposizione a questa luce tende quindi ad accentuare macchie e discromie.

«Ecco perché per una protezione davvero efficace un solare deve prevedere una combinazione di filtri che agiscono sugli Uvb, sugli Uva e anche sulla luce blu in modo da attutire al meglio l’impatto dannoso dei raggi» spiega l’esperta.

Al di là del solare scelto, fondamentale è usarlo con massima attenzione. Innanzitutto ovunque ci si esponga, non solo al mare ma anche in montagna, in campagna e in città se si fa sport ma anche semplicemente se si cammina sotto il sole.

Va messo poi sempre dai primi giorni di esposizione fino agli ultimi e in tutti i punti esposti, rinnovando l’applicazione ogni due ore.



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