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L'alimentazione come influenza la fertilità?

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Pubblicato il: 06-07-2021

Il parere della nutrizionista della clinica Eugin


L'alimentazione come influenza la fertilità? © iStock

Sanihelp.it - I problemi di fertilità si prevengono cercando per quanto possibile, di mantenere un corretto equilibrio ormonale mediante l’alimentazione e uno stile di vita sano.

L’equilibrio ormonale, tuttavia, è estremamente delicato, oltre che complesso, e mantenerlo può non essere così semplice: sarebbe ingenuo pensare che un disturbo endocrino possa risolversi semplicemente grazie ad un alimento o integratore miracoloso.

La realtà è molto più complessa e un approccio integrato, che miri a ripristinare l’equilibrio ormonale agendo a vari livelli, è sicuramente il migliore.

In primo luogo, è fondamentale migliorare le proprie abitudini e il proprio stile di vita con cambiamenti che siano sostenibili e consolidabili nel tempo ecco perché bisognerebbe

fare più movimento e attività fisica;
ridurre i livelli di stress;
curare l’igiene del sonno;
rispettare i ritmi circadiani;
smettere di fumare;
ridurre il consumo di caffeina;
evitare il consumo di bevande alcoliche e zuccherate;
non abusare di farmaci da banco, in particolare farmaci antinfiammatori;
idratarsi adeguatamente nell’arco della giornata;
ridurre l’esposizione a metalli pesanti e interferenti endocrini di varia natura.

Un ormone in grado di influenzare l’intero asse endocrino è l’insulina e un’alimentazione mirata a supportare l’equilibrio ormonale dovrebbe essere a basso carico glicemico.

Prevenire picchi glicemici spesso significa evitare picchi ematici di insulina che, se frequenti e ripetuti nel tempo, possono determinare insulino-resistenza, causando ad esempio assenza di ovulazione, condizione comune a una serie di disturbi riproduttivi femminili, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS).

«Il consiglio è di evitare zuccheri semplici, cereali raffinati e dolci di varia natura, compresi spuntini apparentemente dietetici quali barrette ai cereali e yogurt alla frutta. La quantità di zuccheri presenti in un vasetto di yogurt alla frutta, anche se classificato come magro o light, è molto elevata e, inoltre, privando lo yogurt intero della sua naturale quota di grassi, l’ingresso degli zuccheri in circolo viene accelerato» chiarisce Claudia Banfi, nutrizionista presso la Clinica Eugin.

«Consiglio di consumare cereali integrali, in chicco e sotto forma di derivati e legumi, ricchi in fibre che aiutano ad abbattere il carico glicemico del pasto. Non possono mancare anche frutta e verdura di stagione, fonti di fibre, vitamine, minerali e antiossidanti, indispensabili per la salute ormonale. Infine, raccomando il consumo di pasti completi e bilanciati fra i macronutrienti - proteine, grassi buoni, carboidrati complessi e fibre - e i micronutrienti - vitamine e sali minerali. Pasti che comprendano alimenti stagionali e di qualità».  



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