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Volersi bene, le strategie per centrare l'obiettivo

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Pubblicato il: 20-07-2021

Volersi bene, le strategie per centrare l'obiettivo © istock

Sanihelp.it - Lo si dice ma non lo si fa. Volersi bene a volte è più difficile di quanto si pensi. Anche se sappiamo di meritarcelo, facciamo fatica a provare amore nei nostri confronti e abbiamo poco coscienza delle nostre capacità. Così finiamo per dubitare di noi piuttosto che fidarci delle nostre capacità e dei nostri talenti.

Perché è così difficile allora accettarsi e amarsi? Perché ci sono alcune trappole che impediscono di arrivare a questo importante obiettivo. Le quattro più significative da disattivare subito per mettere in moto un processo di accoglienza e amore verso se stessi ci vengono spiegate da Lucia Giovannini, famosa life coach.

Bisogna essere sempre più belli, ricchi, famosi…  Più belli, più ricchi, più scattanti...la società ci porta spesso a pensare che dobbiamo essere di più e avere di più. E per altro come darle torto visto che viviamo in un'era profondamente consumistica dove lo scopo della pubblicità è farci spendere più denaro possibile in beni materiali?

Non c’è nulla di male a voler essere più belli, eleganti, in forma, a patto che ci si riesca ad amare indipendentemente dagli oggetti che si hanno puntando dritti a un amore incondizionato. Un amore autentico nei nostri confronti, che vive e prospera anche se non è possibile avere quella macchina, fare quella vacanza, indossare quel vestito.

Un amore pieno che si basa sulla convinzione che siamo anime meravigliose che cercano ogni giorno di elevarsi per aumentare l'amore che provano nei loro confronti e che sono pronte a distribuire a piene mani nel mondo.

Amore per se stessi = egoismo    Un'altra trappola che ci allontana dal provare autentico amore nei nostri confronti è pensare che amandoci saremo delle persone egoiste che pensano solo a se stesse.

Questo concetto è falso. Basta pensare, ad esempio, quando in aereo raccomandano di mettere prima a se stessi la maschera di ossigeno se ci sono turbolenze e poi di aiutare chi hai seduto accanto, incluso i bambini. È la stessa cosa: sarà difficile amare gli altri se non ti ami per primo. Sarà difficile aiutare gli altri se non ti aiuti per primo. E naturalmente sarà difficile diffondere amore nel mondo se per primo non lo provi nei tuoi confronti.

Non meritiamo ciò che abbiamo  Succede a tutti prima o poi nella vita: ti dicono che non te lo meriti o perlomeno te lo fanno intendere. Che non ti meriti quel lavoro, quella casa, quella relazione. Che si tratti di un'ex fiamma, di un insegnante, di un parente o di un supposto amico, prima o poi qualcuno vuole farci capire che non meritiamo qualcosa nella vita.

Ma non c’è motivo per credere a queste persone. In genere tendiamo a credere maggiormente a quanto di brutto le persone dicono facendo invece una fatica immensa ad accettare i complimenti. Spegniamo la luce positiva e accendiamo quella negativa, solo perché lo hanno detto gli altri.

Il punto è questo: occorre smettere di dare credito a ciò che dicono gli altri, tanto più se sono cose che limitano e accogliere solo ciò che di positivo hanno da offrire. Non si tratta dei feedback, che quando sono utili aiutano a crescere, ma delle frasi buttate lì tanto per dire o solo per ferire.

Gli altri sono migliori di noi Questo meccanismo mentale è alquanto insidioso: pensiamo che qualcuno sia meglio di noi e di pari passo tendiamo a pensare di essere inferiori. Quando ci si paragona agli altri si finisce per nutrire la frustrazione.

Per vincerla occorre convincersi che l'unica persona con cui possiamo realisticamente paragonarci nella vita è una e una sola: noi stessi, come eravamo ieri. Perché ieri eravamo una persona che oggi può essere migliore. Più amorevole, più aperta alla crescita, più pronta ad amarsi e onorarsi in ogni istante della vita.

 Infine bisogna sempre ricordarsi che ognuno di noi merita di amarsi anche quando sente una vocina dentro che sussurra il contrario. Solo la persona ha il potere di zittirla e di godersi finalmente lo strabiliante effetto delle parole «mi amo».

 



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