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L'esperienza del centro DAI

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Pubblicato il: 20-07-2021

È partito il programma estivo per adolescenti affetti da obesità dai 12 ai 17 anni che durerà circa tre mesi.


L'esperienza del centro DAI © iStock

Sanihelp.it - Presso  il Centro Dai di Città della Pieve,  unico in Italia a trattare in maniera integrata le patologie dell’obesità e del Disturbo di Alimentazione Incontrollata,  anche quest'anno la USL Umbria 1 ha attivato il programma estivo per adolescenti affetti da obesità  dai 12 ai 17 anni che durerà circa tre mesi.

Il campus, che segue il metodo innovativo dell’equipe multiprofessionale coordinata dalla prof.ssa  Laura Dalla Ragione insieme al dott. Simone Pampanelli medico endocrinologo .

Ad integrare le attività terapeutiche numerose altre attività motorie e di svago come ippoterapia, nordic walking, nuoto nelle piscine di Chianciano e  anche attività artistiche per aiutare i ragazzi ad uscire dall’isolamento e dalla paura di vivere.

Il programma accoglie ragazzi e ragazze provenienti dall'Umbria e da altre regioni d'Italia.

A raccontare nei particolari quello che succede nel centro Dai il libro Cuori invisibili a cura di Laura dalla Ragione e Simone Pampanelli.

Nel libro si racconta come i ragazzi afferenti al centro Dai non vengono messi a dieta,  ma vengono invitati a modificare il loro stile di vita e sopratutto a non usare il cibo come modulatore delle emozioni  per noia, per rabbia o per tristezza.

In generale si parte con  laboratori di cucina per aiutarli a scoprire (o riscoprire) il gusto nell’alimentazione e il piacere del cibo, contro la loro tendenza ad alimentarsi con cibo già preconfezionato e ipercalorico.

«Accanto a questo – spiega la dottoressa Marta Borsellini, riabilitatore psichiatrico del centro - è necessario un grande lavoro psicologico, perché essere grassi in adolescenza significa essere oggetto di bullismo e derisione da parte del mondo esterno e ci sono molte ferite profonde: il cibo diventa una sorta di distrazione da quelle che sono le sofferenze interne apparentemente inconsolabili».

Il tema dello stigma, cioè del pregiudizio a cui sono esposti tutte le persone affette da obesità, è di grande importanza perchè in generale c’è una sorta di colpevolizzazione di chi è obeso. 

L’obiettivo finale di questo progetto che si realizza nel Centro Dai è quello di ridare una possibilità in più a questa generazione di adolescenti così fragili e apparentemente smarriti in una realtà altamente tecnologizzata ma allo stesso tempo fredda e poco attenta ai bisogni dei ragazzi. 

«La forza e la specificità del trattamento, infatti, - sottolinea Simone Pampanelli, endocrinologo del centro - è il lavorare in gruppo  in quanto esso determina un’azione reciproca tra gli individui coinvolti, un’interazione delle pluralità e la formazione di un legame profondo tra chi si trova a vivere la stessa fragilità emotiva rispetto al corpo e all’alimentazione, condividere infatti le esperienze con gli altri in gruppo può essere molto efficace nel contribuire a ridurre sentimenti profondamente negativi come colpa, vergogna, isolamento, svalutazione e può portare ad importanti intuizioni sulle strategie per il recupero».  

L’equipe ha una forte connotazione psicologica perchè la sofferenza di questi ragazzi è molto grande come ci segnala la prof. Laura dalla Ragione: «Sono adolescenti e bambini che nessuno vede. Pur essendo ingombranti, pur abitando il mondo con un corpo pesante, un corpo obeso. Sono ragazzi invisibili».



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