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Ritorno a scuola

Back to school, cresce l'ansia tra i ragazzi

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Pubblicato il: 27-07-2021

Per alunni e genitori la previsione del rientro a scuola genera preoccupazione. Le soluzioni da adottare.


Back to school, cresce l'ansia tra i ragazzi © istock

Sanihelp.it - Settembre è il mese che per tutti segna nuovi inizi e cambiamenti: finite le vacanze si torna alla vita di sempre, tornano abitudini e regole più rigide e si riprendono ritmi più frenetici.

I grandi tornano al lavoro, ma per i piccoli settembre vuole dire ritorno alla scuola, una ripresa che quest’anno più che mai è segnata da ansie e preoccupazioni legati al perdurare della pandemia.

Secondo un’indagine commissionata da Enterolactis, integratore alimentare di fermenti lattici vivi, ad AstraRicerche per sondare le sensazioni degli studenti italiani che si preparano al rientro in aula, gli alunni dai 5 ai 18 anni si dividono in due macrocategorie opposte.

Il 36,4% dei ragazzi in prospettiva di ritornare sui banchi è in uno stato di felicità ed eccitazione mentre ben il 30,7% al contrario prova sentimenti di ansia al pensiero del rimettere piede a scuola. Il 23% si sente curioso di quanto l’aspetta, 16,3% a contrario è svogliato e non vorrebbe ritornare a scuola mentre c’è un 10,2% di ragazzi che prova una sensazione di tristezza.

E i genitori? A preoccuparli è soprattutto il momento della sveglia: lo teme il 73,8% dopo un’estate dove in genere non ci sono orari rigidi.

Fonte di ansia per il 79,2% è anche l’organizzazione delle attività quotidiane con la ripresa degli sport. La ripresa di questi ritmi, infatti, diminuisce il tono dell’umore dei ragazzi, rendendoli nel 34,8% dei casi più nervosi e nel 54% più stanchi.

Anche l’alimentazione con la ripresa della scuola e delle varie attività subisce pesanti variazioni: il 30% mangia di meno mentre il 24% consuma con maggior frequenza cibi di vario tipo e il 22,7% durante il giorno ricorre maggiormente agli snack. C’è poi un 26,2% di ragazzi che fatica ad addormentarsi e un 23% che torna a condurre una vita sedentaria, con riflessi negativi sia sul fisco che sull’umore.

I genitori cercano in vari modi di affrontare questi cambiamenti. Il 37,3% spinge i ragazzi a fare attività fisica, il 31,3% cerca di preparare cibi più invitanti mentre la maggior parte cerca di supportarli facendogli assumere alimenti o integratori che possano essere d’aiuto nell’adattamento ai nuovi ritmi quotidiani.

Nello specifico il 35,3% dei genitori cerca di proporre ai figli alimenti ricchi di vitamine e minerali, il 21,7% ricorre a integratori dalla funzione ricostituente-energizzante, il 19% a tisane che favoriscono il sonno mentre il 14% fa assumere ai figli prodotti a base di probiotici.

Solo una quota minoritaria di genitori, il 13,7%, non fa nulla e aspetta che il ritorno alla normalità avvenga naturalmente.



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