Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Estate con i bambini

Bimbi al sole, facciamo un bel ripasso

di
Pubblicato il: 10-08-2021

I raggi sono amici dei più piccoli ma solo se le mamme sanno come proteggerli adeguatamente.


Bimbi al sole, facciamo un bel ripasso © istock

Sanihelp.it - Le vacanze sono finalmente arrivate. Tasto dolente, però, quello del sole che, sia pur fondamentale per una crescita sana, va preso con grande cautela in età pediatrica.

Ecco i dieci consigli del dermatologo, il professor Leonardo Celleno, presidente Aideco, Associazione italiana dermatologia e cosmetologia,  perché i piccoli possano godere al meglio la bella stagione senza correre rischi.

Neonati? Mai sotto il sole Fino ai sei mesi di età è da evitare l’esposizione diretta ai raggi solari. I neonati non hanno ancora sviluppato i naturali meccanismi di protezione dai possibili danni provocati dai raggi. Hanno una pelle sottile, fragile e indifesa: i melanociti, le cellule che producono melanina, sono immaturi e incapaci di sviluppare l’abbronzatura che è lo scudo naturale contro il sole.

Attenzione quando i bimbi sono così piccoli anche al riverbero solare, sia al mare che in montagna: in sostanza non è una buona idea camminare sul bagnasciuga con il bebè in braccio. Neppure l’ombrellino della carrozzina protegge a dovere: meglio stare all’ombra e portare il piccolo a spasso nelle ore più fresche.  

Sempre protetti  Il sistema di difesa della cute al sole non è ancora del tutto sviluppato nei bambini che vanno quindi sempre protetti quando stanno al sole usando una crema solare in modo da schermare i raggi evitando eritemi e scottature.

Oltre ad essere molto fastidiose per i piccoli e rovinare la vacanza a tutta la famiglia, le ustioni solari rappresentano un insulto di cui la pelle conserva memoria anche negli anni a venire: è stato verificato infatti che i soggetti che hanno subito scottature nell’infanzia sono maggiormente soggetti allo sviluppo di tumori della pelle in età adulta.

Solo solari su misura  Ogni membro della famiglia dovrebbe avere un solare su misura. Il discorso vale in modo particolare per i piccoli che hanno una cute particolarmente delicata e fragile e hanno quindi bisogno sotto il sole di formule protettive studiate per le loro esigenze.

Le caratteristiche di un solare per bimbi? La presenza di un sistema filtrante alto (SPF 50) realizzato con filtri fisici costituiti da minuscole particelle minerali che riflettono i raggi solari, impedendo loro di raggiungere l’epidermide.

Fondamentale nei solari per i più piccoli anche la buona resistenza all’acqua e al sudore vista la vivacità delle giornate dei piccoli e una facilità di utilizzo per semplificare al massimo il compito dell’applicazione alle mamme.

Un’applicazione attenta  Scegliere i solari giusti per i piccoli non basta. Occorre anche usarli bene. Il che vuol dire applicarli preferibilmente già prima di uscire di casa, su tutto il corpo, nessun punto escluso ricordandosi anche delle orecchie e del collo del piede, della parte appena sotto il costume e della parte posteriore delle gambe.

Le formulazioni in spray sono di aiuto in questo compito non sempre semplice: importante ricordare che vanno usate in dose piuttosto generosa perché possano davvero proteggere al meglio.

Metterli sì, ma anche rimetterli  Anche il solare migliore perde efficacia dopo un paio di ore dall’applicazione. Vale per tutti e in modo particolare per i bambini che giocano, si rotolano nella sabbia, entrano ed escono dall’acqua.

Ecco perché per offrire alla pelle la giusta protezione è importante che le mamme rinnovino l’applicazione del solare ogni paio di ore e sempre dopo il bagno perché, anche se resistente all’acqua il solare, perde comunque di efficacia soprattutto se l’immersione è prolungata.

Vietate le ore centrali della giornata  Anche se protetti, i bambini non dovrebbero mai stare al sole dalle dodici alle sedici, le ore in cui il sole è più diretto e quindi più pericoloso.

La precauzione vale in modo particolare per i più piccoli che oltre ai danni del sole possono soffrire per il caldo visto che il loro sistema di termoregolazione è ancora immaturo e non permette un’adeguata traspirazione necessaria per disperdere il calore.

Benvenuto cappellino   Proprio perché i piccoli rischiano facilmente un colpo di calore, al sole è opportuno che indossino sempre un cappellino per proteggersi dal caldo, meglio se con la visiera per evitare che i raggi arrivino sul viso e colpiscano gli occhi.

Buona regola sarebbe anche quella di bagnare spesso la testa del piccolo e di abituarlo dai due anni a portare gli occhiali da sole, l’indispensabile protezione per gli occhi dai raggi ultravioletti che ne tempo possono causare seri problemi.

Attenzione sotto all’ombrellone  Tenere il piccolo sotto l’ombrellone non lo mette del tutto al riparo dai rischi del sole per via delle radiazioni riflesse. E sempre in tema di raggi riflessi attenzione quando il piccolo è in acqua o seduto su una sabbia chiara perché il riflesso intensifica ancora di più la potenza dei raggi ed espone ad un maggior rischio di scottature.

Protezione in tutte le occasioni  La protezione solare non serve solo al mare ma va messa al piccolo in montagna perché l’altitudine aumenta la potenza, ma anche in campagna, al lago, in piscina. Persino quando i bimbi giocano in un parco in città sarebbe opportuno proteggere le parti scoperte per evitare qualsiasi rischio di arrossamenti e scottature.

A sera sempre il doposole  E’ un aiuto prezioso anche per la pelle dei più piccoli. Attenua infatti le sensazioni di calore e i piccoli fastidi dovuti a una giornata tra sole, mare e caldo; in più apporta idratazione alla cute e la aiuta a mantenersi morbida senza la secchezza che può facilmente dar vita a irritazioni e rossori.



VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?