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Body Positivity, così migliori la tua autostima

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Pubblicato il: 24-08-2021

Body Positivity, così migliori la tua autostima © istock

Sanihelp.itAccettare se stessi, in senso positivo, imparare ad amarsi per quello che si è e abbracciarsi con le nostre imperfezioni, che sono ciò che ci rende unici.

«La Body Positivity, letteralmente positività del corpo» spiega la dottoressa Giulia Giorgi, psicologa e sicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale che nella pratica clinica si avvale anche degli strumenti della terapia Act e della Mindfulness «nasce come movimento che ha l’obiettivo di insegnare alle persone  ad assumere un atteggiamento diverso, positivo appunto, nei confronti del proprio corpo, smettendo di stigmatizzarlo a causa di tutti quelli che definiamo erroneamente difetti perché non conformi a ciò che viene professato come bello e perfetto dalla società e dai modelli proposti dai media e dai social network».

«Body Positivity significa abbracciare e accogliere tutte quelle parti di noi che non rispondono a dei canoni prefissati ma non per questo sono da rinnegare e disprezzare. Un’accettazione positiva del nostro corpo che è il punto di partenza verso il nostro benessere fisico, mentale ed emozionale» continua l’esperta.

Non esiste un percorso uguale per tutti per migliorare l’autostima, poiché ognuno ha un pregresso di vita proprio, che inizia fin dalla prima infanzia. «Esiste però un punto di partenza comune che consiste nell’imparare ad amarci e accettarci nella nostra totalità: è molto importante lavorare dal punto di vista cognitivo sulle credenze e i pensieri disfunzionali, ovvero quelli che non ci fanno stare bene» precisa la psicologa.

«Al tempo stesso è importante anche un lavoro su tutti quei comportamenti che non ci fanno sentire a nostro agio né con le persone né con noi stessi quando ci guardiamo allo specchio, un percorso che richiede tempo, faticoso e profondo, di conoscenza di noi stessi, che non ha una durata prefissata e non è fatto di step, ma che si modella sulla persona e si costruisce passo dopo passo» precisa la psicologa.

«Migliorare la propria autostima è una competenza che si può imparare, che va educata con pazienza, perché in molti casi vi sono mancanze che risalgono all’infanzia che ci rendono incapaci di amarci» dichiara la psicologa.

«L’accettazione è uno strumento per arrivare alla body positivity» continua la psicologa. «Non è rassegnazione ma un modo per aprirsi a se stessi, ai propri tratti distintivi fisici e caratteriali che si riconoscono come debolezza e vulnerabilità, con cui ci si trova in disaccordo che non piacciono e si trovano sbagliati».

«L’accettazione non è un limite, ma un cambiamento, un percorso di costruzione: accettarsi è parte del prendersi cura di sé e familiarizzare con ciò che non ci piace e con i nostri bisogni profondi, senza paure e senza timori» continua la dottoressa.

Perché non vediamo il nostro corpo come lo vedono gli altri? «Quello che vediamo, soprattutto se non stiamo bene e non c’è accettazione di noi e del nostro corpo, è un’immagine mentale filtrata da pregiudizi» continua la psicologa.  

 «Una terza persona guarda con maggiore oggettività e trasparenza. Perché non credere allora a quanto ci viene detto? È utile fare esercizi di esposizione graduale allo specchio, guardandoci come se fossimo alieni, senza giudizi nell’osservazione, come se lo dovessimo raccontare a chi non ha mai visto un corpo umano» precisa la psicologa.

«L’ansia diminuisce nelle settimane durante la pratica di questo esercizi:  ci si riabitua a guardarsi con una nuova lente, si interviene su ciò che altera la percezione del proprio corpo, si impara a credere nei complimenti e ad accoglierli nella loro positività» conclude la psicologa.



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