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Muoversi per almeno mezz'ora un toccasana: ecco perché

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Pubblicato il: 26-08-2021

Muoversi per almeno mezz'ora un toccasana: ecco perché © iStock

Sanihelp.it - Secondo uno studio condotto presso l’Università di Calgary e pubblicato sulla rivista Neurology, le persone che hanno patito un attacco cardiaco che li ha condotti all’infarto o all’ictus, che dopo l’evento camminano per almeno mezz’ora al giorno vedono scendere il rischio di morte, per qualsiasi causa, del 54%.

Gli autori dello studio sono arrivati a queste conclusioni dopo aver analizzato i dati relativi a 895 persone età media 72 anni, che avevano patito un ictus (gruppo 1) e quelli di 97.805 persone, età media 63 anni (gruppo 2), che non avevano mai avuto un ictus.

Per tutte queste persone  si è andati a valutare l’attività fisica svolta mediamente lungo un arco temporale di oltre 4 anni.

Ne è emerso che il 25% delle persone afferenti al gruppo 1 sono morte per cause diverse, rispetto al 6% delle persone del gruppo 2.

Fra le persone del gruppo 1, si è visto che solo il 15% di coloro che dopo l’evento si è dedicato alla pratica di un’attività fisica per almeno 34 ore a settimana è morto nei 4 anni dello studio, contro il 33% delle persone appartenenti allo stesso gruppo che non hanno svolto affatto attività fisica o per meno di 3-4 ore a settimana.

A morire nei 4 anni dello studio, inoltre, sono state solo il 4% delle persone afferenti al gruppo 2 abituate a svolgere attività fisica per almeno 3-4 ore a settimana. 

I risultati di questo studio, se confermati, suggeriscono che se chi ha patito un ictus e sopravvive all’evento, riesce a camminare per 3-4 ore a settimana, vede scendere in maniera sensibile il rischio mortalità e lo vede scendere ancora di più, se cammina per 6-7 ore settimana.



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