Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google
Sanihelp.it > Dieta > Articolo

Passione km 0

di
Pubblicato il: 24-08-2021

Italiani sempre più attenti a consumare cibo di stagione e a km zero: le conferme dall'indagine COLDIRETTI/IXÈ


Passione km 0 © iStock

Sanihelp.it - Siamo abituati che in qualunque stagione dell’anno sono disponibili sempre frutta e verdura che in realtà crescono solo in precisi periodi dell’anno.

Quest’accessibilità è possibile per via delle coltivazioni in serra  o perché i prodotti arrivano dall’altra parte del mondo dove le condizioni climatiche sono favorevoli alla loro crescita.

La coltivazione in serra, tuttavia,  richiede il riscaldamento artificiale con massiccio consumo di combustibili fossili, mentre le esportazioni necessitano di trasporto e conservazione in condizioni adeguate.

Scegliere di portare in tavola i prodotti di stagione e a km zero, invece, permette di ridurre notevolmente l’impatto inquinante dei trasporti o dei fertilizzanti/pesticidi chimici di sintesi impiegati nei campi, oltre a ridimensionare il dispendio di risorse energetiche e di energia pulita nelle serre.

Gli italiani ormai questo lo hanno davvero ben capito: quasi sei italiani su dieci (59%) in vacanza in Italia al mare, in montagna o nel verde durante l’estate 2021 hanno scelto di visitare frantoi, malghe, cantine, aziende, agriturismi o mercati degli agricoltori per acquistare prodotti locali a chilometri zero direttamente dai produttori, ottimizzare il rapporto prezzo/qualità e portarsi a casa un pezzo di storia della tradizione italiana a tavola.

A dirlo un’indagine Coldiretti/Ixè diffusa in occasione del primo salone 2021 dei tesori agroalimentari salvati dall’estinzione grazie all’impegno e al lavoro dei contadini italiani della Coldiretti al Meeting di Rimini presso il padiglione internazionale con l’esclusiva mostra dei Sigilli di Campagna Amica e la biodiversità delle grandi eccellenze del Made in Italy.

L’acquisto in vacanza di prodotti tipici è una scelta importante per salvarli dall’estinzione dopo che l’emergenza Covid ha colpito duramente il turismo enogastronomico e la ristorazione che rappresentano mercati di sbocco privilegiati delle specialità alimentari locali.

Ora la ricerca dei prodotti tipici è tornata ad essere un ingrediente irrinunciabile – spiega Coldiretti – delle vacanze in un Paese come l’Italia che è leader mondiale del turismo enogastronomico che sviluppa un fatturato di oltre 5 miliardi, potendo contare sull’agricoltura più green d’Europa, la leadership nel biologico con oltre 80mila operatori biologici e la più grande rete mondiale di mercati di agricoltori e fattorie di Campagna Amica, oltre alle numerose iniziative di valorizzazione, dalle strade del vino a quelle dell’olio.

Dalla Pompia sarda al Conciato romano, dal caciocavallo podolico al Provolone del monaco, dal fagiolo della Carnia all’aglio bianco di Vessalico, dal mais corvino al fagiolo del purgatorio di Gradoli, dal vino cotto al Bagoss, dal formaggio di Vacca Rendena al Lampascione, sono solo alcuni dei tesori esposti al Meeting di Rimini e che grazie all’opera degli agricoltori i turisti possono ancora trovare da nord a sud della Penisola.

Un impegno capillare la cui punta dell’iceberg è rappresentata dai Sigilli di Campagna Amica, i 418 cibi antichi salvati dagli agricoltori italiani, grazie alla più grande opera di valorizzazione della biodiversità contadina mai realizzata in Italia.

I Sigilli 2021, censiti dall’Osservatorio sulla biodiversità istituito dal comitato scientifico di Campagna Amica – spiega la Coldiretti -, sono prodotti rari che posseggono caratteristiche assolutamente preziose che il mondo contadino ha sapientemente custodito contro l’omologazione e la banalizzazione.

In testa alla classifica dei prodotti salvati dall’estinzione ci sono ortaggi, legumi e cereali (il 44% del totale), seguiti da salumi e formaggi ottenuti da 55 razze tutelate (30%), frutta (16%), olio extravergine d’oliva e vino (7%) e miele (3%).

Non a caso il cibo rappresenta quest’anno per quasi il 22% degli italiani – sottolinea la Coldiretti – la principale motivazione di scelta del luogo di villeggiatura, mentre per un altro 56% costituisce uno dei criteri su cui basare la propria preferenza. Solo un 4% dichiara di non prenderlo per niente in esame.

La tavola – evidenzia Coldiretti – è diventata la voce principale del budget delle famiglie in vacanza in Italia con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche.

Anche se preoccupano per la ripresa del turismo e dei consumi fuori casa – sottolinea la Coldiretti – le crescenti restrizioni con i possibili cambi di colore legati alle nuove fiammate della pandemia Covid.

Un ruolo importante in tutto ciò è rappresentato dai piccoli borghi dove nasce il 92% delle produzioni tipiche nazionali secondo l’indagine Coldiretti/Symbola, una ricchezza conservata nel tempo dalle imprese agricole con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture storiche.

L’acquisto di un alimento direttamente dal produttore – sottolinea la Coldiretti – è anche una occasione per conoscere non solo il prodotto, ma anche la storia, la cultura e le tradizione che racchiude dalle parole di chi ha contribuito a conservare un patrimonio che spesso non ha nulla da invidiare alle bellezze artistiche e naturali del territorio nazionale. In molti casi la vendita – conclude la Coldiretti – è accompagnata anche dalla possibilità di assaggi e degustazioni »guidate», che consente di fare una scelta consapevole difficilmente possibile altrove, ma anche di verificare personalmente i processi produttivi in un ambiente naturale tipico della campagna.



VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?