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Salute e animali

Abito in condominio e ho un cane: posso avere problemi?

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Pubblicato il: 31-08-2021

Esistono leggi in merito? E se il cane abbaia?


Abito in condominio e ho un cane: posso avere problemi? © iStock

Sanihelp.it - La Riforma del Condominio (Legge 220/2012) ha modificato la normativa che concerne il possesso di animali domestici all’interno di un condominio. Dopo la riforma, infatti, i regolamenti condominiali non devono più vietare ai singoli condòmini di tenere un animale domestico nel proprio appartamento (nuovo articolo 1138 del codice civile, ultimo comma).
La nuova legge consente di coabitare con un cane o un gatto, quale vero e proprio componente del nucleo famigliare. 
L’unico impedimento potrebbe essere un regolamento approvato da tutti i condòmini, sia in sede di assemblea sia al momento dell’acquisto dei singoli appartamenti, che impedisce la detenzione di animali in casa. Se l’appartamento viene affittato, nel contratto di locazione deve essere specificato che è vietata la detenzione degli animali domestici.
Da valutare il concetto di animale domestico: se non ci sono dubbi per cani e gatti, qualche perplessità può invece sorgere per quanto riguarda cincillà, furetti, conigli, rettili, ratti, in questo caso si parla di animali esotici, il cui possesso potrebbe essere vietato, anche se nella legge non vi sono riferimenti chiari.
Stabilito questo, il proprietario dell’animale deve comunque attenersi a certe regole. Il cane deve sempre essere tenuto al guinzaglio se circola nelle aree comuni e, se aggressivo o appartiene all’elenco delle cosiddette razze pericolose, deve indossare la museruola.
Inoltre, se è vero che possono passeggiare nelle aree comuni, è anche vero che gli animali non devono sporcare (o il padrone deve immediatamente raccogliere le deiezioni) e va mantenuta la massima igiene.
Gli animali non devono provocare danni né alle cose né alle persone, nel qual caso la responsabilità civile e penale è del proprietario. Per esempio, se un gatto rompe qualcosa nel giardino o in casa di un vicino, il suo padrone sarà tenuto al risarcimento del danno. 
Se un cane morde qualcuno, si configura il reato di lesioni per cui il proprietario dovrà risponderne economicamente oltre che in sede penale, salvo il caso in cui riesca a provare che si è trattato di un evento imprevedibile.
Sarebbe bene stipulare un’assicurazione per evitare di trovarsi in queste situazioni.
E se il cane abbaia? D’altra parte questo è il suo modo di esprimersi, ma ciò non deve superare la normale tollerabilità. E chi stabilisce questa normale tollerabilità? Non la legge, non potrebbe. Assodato che tra vicini di casa ci vuole sempre un certo grado di tolleranza, come proprietari ricordiamo che la propria libertà finisce dove inizia quella di un altro, altrimenti si può verificare un caso di disturbo della quiete pubblica, con relativa denuncia presso le autorità competenti. 
Infine, ricordiamo l’obbligo di registrazione all’anagrafe canina e di applicazione del microchip di riconoscimento.



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