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Benessere al rientro

Back to office, i consigli per affrontarlo al meglio

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Pubblicato il: 30-08-2021

Back to office, i consigli per affrontarlo al meglio © istock

Sanihelp.itL’ansia da rientro dopo le ferie è paragonabile a una forma di stress che vanifica tutto il relax accumulato durante le vacanze. Già alcuni giorni prima dal ritorno a lavoro, la mente va immediatamente a quella scrivania, lasciata colma e stracolma di cose da fare.

Il primo step necessario per avere la giusta predisposizione è fare ordine mentale, fase che deve essere sempre supportata da un ordine spaziale; per questo è necessario curare anche il luogo in cui viviamo e lavoriamo, perché, più è organizzato, più può contribuire alla pianificazione delle attività e aumentare la produttività. Ecco tre consigli utili.

Applicare la tecnica dei 5 perché. La principale strategia da mettere in atto per capire qual è la spinta motivazionale che ci guida nel nostro lavoro, è fermarsi un istante e porsi delle domande. Forse, la mancanza di motivazione al lavoro deriva proprio dal fatto che non si trova un reale senso in quello che si sta facendo. Magari prima lo aveva, ora non più. Ed è perfettamente normale. Non siamo esseri statici ma persone in continuo cambiamento.

Per comprendere tutto questo, occorre ripartire dal perché o meglio da cinque perché e costruire attorno a questo perché delle domande. Un numero sufficiente per andare abbastanza in profondità in qualunque intenzione celata dietro l’azione che si vuole compiere e analizzare: con questo esercizio è possibile riscoprire la profonda ragione che  ha portato a iniziare un certo percorso e ripartire da lì.

Smettere di procrastinare attraverso la pianificazione e la creazione di una routine personalizzata.
Ogni volta che inizia la giornata lavorativa, siamo consapevoli che ci aspetta quel progetto enorme di cui ci sentiamo responsabili, eppure continuiamo a rimandare, l’ansia cresce e la motivazione al lavoro cala.

Ci sono diversi motivi che possono spingerci a procrastinare: uno di questi è proprio il fatto di imbattersi in una visione troppo grande, senza riuscire a individuare i primi passi da compiere verso la realizzazione del progetto. Il punto è che quella sensazione non si cancella del tutto, bensì rimane come un rumore di sottofondo che disturba le giornate; se è questo il vostro caso, allora è giunto il momento di fermarsi e pianificare.

Occorre fare una serie di piccoli rituali per combattere l’inattività: curarsi come se si dovesse andare a un appuntamento importante; creare un’atmosfera confortevole intorno; fare un brainstorming degli obiettivi; scomporre in tanti progetti con task ben precise e iniziare a calendarizzare sulla base di una visione annuale/mensile/settimanale e giornaliera a seconda della durata del progetto.

Prendersi cura della propria autostima. Paura del fallimento, del successo e del giudizio, perfezionismo, eccessiva insicurezza hanno tutte una stessa radice: bassa autostima. Le persone che tendono a sottostimarsi hanno un’idea pressoché negativa di loro stesse, che non rispecchia le aspettative richieste; la naturale conseguenza è una mancanza di motivazione a lavoro e il subentrare di una sensazione sempre più preponderante di paura e incertezza.

Occorre innanzitutto essere in grado di distinguere sempre il proprio valore personale dal lavoro. La nostra professione, qualunque essa sia, deve essere un motivo in più per crescere e non dovrebbe essere motivo di blocco o scoraggiamento. Dobbiamo considerarci dei work in progress: nessuno arriva mai da nessuna parte per davvero, siamo tutti in viaggio e, bisogna trasformare la mancanza di autostima in una costante voglia di migliorare.



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