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Infezioni

Bebe Vio ha rischiato un'altra amputazione

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Pubblicato il: 31-08-2021

La campionessa di scherma ha rivelato, dopo aver vinto il secondo oro olimpico in carriera, di aver corso un grosso rischio ad aprile per colpa di un'infezione.


Bebe Vio ha rischiato un'altra amputazione © instagram - profilo personale

Sanihelp.it - Dopo Rio 2016, anche Tokyo 2020 vede Bebe Vio salire sul gradino più alto del podio nel fioretto e subito dopo la vittoria un urlo liberatorio e poi calde lacrime che le hanno bagnato il volto. Dietro quel pianto, però, c’è molto più della comprensibile gioia per la seconda medaglia d’oro: la felicità per un traguardo che sembrava irraggiungibile, per un motivo che la campionessa finora aveva tenuto nascosto ai più.

Infatti, come ha rivelato ai microfoni di Rai sport, «Non dovevo neanche essere qua». Un grave infortunio occorsole a settembre 2020 al gomito sinistro, quello del braccio con cui tira di scherma, seguito, ad aprile, da una brutta infezione da stafilococco aureo, aveva fatto temere non solo per la partecipazione alle Paralimpiadi ma addirittura per la sua vita: «La prima diagnosi era amputazione entro due settimane e morte entro poco». Possibile anche l’addio alla scherma.

Lo stafilococco è responsabile di infezioni particolarmente resistenti e infatti rientra tra i 12 batteri per i quali, secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità, occorre trovare al più presto nuovi antibiotici. «Un altro maledetto batterio, dopo il meningococco di tanti anni fa» ha sottolineato sui social. «Ero messa proprio male e quando mi hanno detto  se l’infezione è arrivata all’osso dobbiamo amputare l’arto mi è crollato il mondo addosso. Basta amputazioni! Non mi è rimasto più molto da tagliare…». Fortunatamente ai primi di aprile si è operata, l’infezione è stata debellata e tutto  è andato per il meglio («il chirurgo ortopedico ha fatto un miracolo»), consentendo a Bebe di tornare ad allenarsi – pur con soli 119 giorni a disposizione - in vista del grande evento.

E ha aspettato la fine delle gare individuali per raccontarsi, «non volevo si dicesse che cercavo un alibi, nel caso di sconfitta» ha spiegato al Corriere della Sera, e per lo stesso motivo non ha spiegato subito il perché della mancata partecipazione alle gare di sciabola, che avrebbero messo troppo a dura prova il braccio operato. Una storia che ha del prodigioso, ma come la stessa Vio ha ricordato sempre tramite social «Se sembra impossibile, allora si può fare... 2 volte!».



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