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Tumori: prevenzione e terapie

Tumore esofago: approvato nivolumab come trattamento

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Pubblicato il: 07-09-2021

La Commissione Europea ha approvato nivolumab per il trattamento adiuvante del tumore all'esofago


Tumore esofago: approvato nivolumab come trattamento © iStock

Sanihelp.it - Il tumore dell’esofago si forma nei tessuti che rivestono l’esofago, organo cilindrico che si trova tra la gola e lo stomaco, ed è dovuto alla crescita incontrollata delle cellule che fanno parte dello strato di mucosa o alle ghiandole che la costituiscono. 
Questo tipo di tumore è piuttosto frequente, se si considerano entrambi i sessi è l’ottavo nel mondo, ma è più comune negli uomini oltre i 60 anni. I due tumori esofagei che si riscontrano con maggiore frequenza sono il carcinoma a cellule squamose e l’adenocarcinoma, che rappresentano rispettivamente circa l’85% e il 15% dei tumori esofagei.
La Commissione Europea (EC) ha approvato nivolumab per il trattamento adiuvante di pazienti adulti con tumore esofageo o della giunzione gastroesofagea con malattia residua dopo una precedente chemio-radioterapia neoadiuvante.
L’annuncio è stato dato dall’azienda Bristol Myers Squibb.
Questo sulla base di uno studio che ha dimostrato che il trattamento con questo anticorpo monoclonale, dopo le terapie e l’intervento chirurgico, raddoppia il periodo di sopravvivenza libera da malattia rispetto ai soggetti trattati con placebo.
«Abbiamo dimostrato che l’uso dell’immunoterapia negli stadi iniziali del tumore ha il potenziale di prevenire la recidiva in alcuni pazienti», ha dichiarato Ian M. Waxman, M.D., development lead, gastrointestinal cancers, Bristol Myers Squibb. «Bristol Myers Squibb è stata la prima azienda a portare gli inibitori di checkpoint nel setting adiuvante per il trattamento dei pazienti con melanoma e ora siamo soddisfatti di essere i primi a portare la terapia adiuvante ai pazienti europei con tumori dell’esofago o della giunzione gastro-esofagea che continuano ad affrontare un importante bisogno clinico non soddisfatto».



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