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Fertilità

Matilde Gioli vuole congelare gli ovuli

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Pubblicato il: 21-09-2021

L'attrice milanese è testimonial di un'iniziativa di sensibilizzazione alla preservazione della fertilità. E si è detta intenzionata a ricorrere al social freezing.


Matilde Gioli vuole congelare gli ovuli © instagram - profilo personale

Sanihelp.it - «Ho avuto modo di riflettere, prenderò appuntamento perché credo che è l'età giusta per farlo» così Matilde Gioli, tra le interpreti del medical drama italiano DOC - Nelle tue mani,  ha annunciato la possibilità di congelare i propri ovuli. L’attrice, classe 1989, lo ha dichiarato nei giorni scorsi a Roma durante il suo intervento alla presentazione di Ferty Check, iniziativa di sensibilizzazione alla preservazione della fertilità di cui è testimonial e che prevede per sabato 25 settembre consulti gratuiti nelle cliniche GeneraLife (Roma, Napoli, Milano, Torino, Firenze, Umbertide, Marostica e Grosseto).

Pare che l’artista sia in buona compagnia: sempre più donne, soprattutto durante questi anni di pandemia, hanno optato per la crioconservazione degli ovociti, tanto che nei centri GeneraLIfe le richieste di social freezing - la tecnica di congelamento degli ovociti, in questo caso per motivi non medici – sono raddoppiate nella primavera 2021 rispetto allo stesso periodo del 2019.

«Proteggere la propria fertilità significa innanzitutto adottare stili di vita sani, cercare di non procrastinare troppo il momento in cui provare ad avere un figlio» ricorda Filippo Maria Ubaldi, ginecologo, codirettore scientifico dei centri di medicina della riproduzione GeneraLife e componente del tavolo tecnico per la ricerca e formazione nella prevenzione e cura dell'infertilità del Ministero della Salute. «In più, esiste il social freezing. Si tratta di un percorso nato per salvaguardare la salute riproduttiva delle pazienti oncologiche, che vanno incontro a terapie che possono compromettere irreversibilmente la possibilità di avere un bambino. Ma che si sta rivelando un'opzione valida anche per tutte coloro che devono rimandare il momento in cui cercare un figlio, ad esempio, per la mancanza di un partner o di un lavoro stabile».

Come funziona la crioconservazione? «Il percorso di preservazione della fertilità prevede un protocollo di stimolazione ormonale da effettuare con specifici farmaci, il prelievo degli ovociti mediante un piccolo intervento chirurgico in sedazione, della durata di pochi minuti, e la loro crioconservazione in laboratorio tramite vitrificazione, una tecnica ormai diffusa e molto valida per mantenere inalterate le caratteristiche delle uova, per poterle utilizzare anche molti anni dopo. Il limite, in Italia, resta comunque quello dell'età fertile di una donna, attorno ai 50 anni, e il nostro consiglio rimane sempre quello di pensare a una gravidanza non troppo avanti con gli anni» chiarisce Laura Rienzi, embriologa clinica e codirettore scientifico di GeneraLife.

«Affinché i ragazzi abbiamo piena libertà di scelta devono ricevere corrette e approfondite informazioni su quanto è possibile fare per proteggere la nostra capacità riproduttiva, naturalmente attraverso stili di vita sani, ma anche prendendo in considerazione, appunto, di crioconservare gli ovociti» ha aggiunto Matilde. «Solo attraverso una seria e costante opera di sensibilizzazione, che finora penso sia stata carente nel nostro Paese e per la quale rendo invece merito al gruppo GeneraLife, che ha organizzato un evento del genere proprio al fine di parlarne, ecco solo così penso si possa riuscire a dare alla donne una possibilità concreta di decidere in libertà e di mettere in salvo il loro futuro, la loro emancipazione, la loro autonomia».



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