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Tumori: prevenzione e terapie

Ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno

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Pubblicato il: 05-10-2021

In Italia e nel mondo il tumore al seno è la neoplasia più frequente fra le donne


Ottobre, mese della prevenzione del tumore al seno © iStock

Sanihelp.it - Ottobre è il mese della prevenzione del tumore del seno e la Fondazione Umberto Veronesi partecipa attivamente con il progetto Pink is good, che supporta la ricerca nel campo dei tumori femminili.
Ci si ammala di più, ma si guarisce anche di più. 
Ma qual è la causa di questa malattia? Certezze in merito non ce ne sono, ci sono fattori predisponenti come l’età, la famigliarità, la situazione ormonale, la predisposizione genetica, e altri fattori collegati allo stile di vita, come la dieta troppo calorica o troppo ricca di grassi di origine animale, la sedentarietà, l’obesità, la terapia ormonale sostitutiva in menopausa.
Cosa può fare una donna per attuare una prevenzione? L’esame fondamentale è la mammografia, che può essere eseguita a partire dai 40 anni di età e andrebbe ripetuta ogni anno o ogni due, a seconda del consiglio del medico.
L’ecografia mammaria è un altro esame molto utile, che può aiutare a completare il percorso di prevenzione insieme alla mammografia, e che di solito non si esegue di routine, ma dietro parere medico, in particolare nelle giovani donne.
Infine la visita senologica, durante la quale il senologo può spiegare alla paziente la tecnica dell’autopalpazione, fondamentale per controllarsi autonomamente e regolarmente a casa propria.
Un forte rallentamento nella prevenzione e nella diagnosi precoce del tumore al seno è stato determinato dalla pandemia di Covid 19. 
«L'anno scorso non sono state invitate a fare attività di prevenzione 4 milioni e mezzo di persone, e di queste 2 milioni e mezzo non hanno potuto fare gli esami che avrebbero dovuto fare – fa presente Monica Ramaioli, direttore generale di Fondazione Umberto Veronesi - Questo significa che c'è stata una mancata diagnosi quando magari i tumori erano ancora piccoli e avrebbero permesso una presa in carico del paziente in modo tempestivo. Con un anno di ritardo tutto diventa più pesante sia per i pazienti e i familiari sia per i costi che dovrà sostenere il sistema sanitario».



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