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Lo dicono gli ultimi dati del Ministero della Salute

Le protesi mammarie sono sicure

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Pubblicato il: 01-10-2021

Le protesi mammarie sono sicure © iStock

Sanihelp.it - Le protesi mammarie sono sicure. La notizia viene dal 69° Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva-rigenerativa ed Estetica (SICPRE), che si è svolto a Bologna il 24 e 25 settembre.

E proprio al congresso, durante una tavola rotonda, il Ministero della Salute ha reso noto gli ultimi dati raccolti sul Breast Implant Associated – Anaplastic Large Cell Lymphoma (BIA- ALCL), il linfoma anaplastico a grandi cellule correlato alle protesi mammarie. «Il Ministero comunica che nel 2020 l'incidenza è stata di 4,6 casi su 100.000 pazienti impiantate», dice Carlo Magliocca, presidente SICPRE. Con una percentuale, la malattia è insorta nello 0,0046 % dei casi.

Una malattia estremamente rara

Dati alla mano, il BIA-ALCL si conferma una malattia estremamente rara. Ancora, insorge solo in presenza di protesi macrotesturizzate, non più in commercio da diversi anni.

«Ovviamente i numeri sono soggetti ad oscillazioni annuali – dice ancora Magliocca -  ma non cambia la sostanza: pochissimi casi di malattia a fronte di tantissimi casi di pazienti a cui sono state impiantate protesi, per fini estetici o ricostruttivi». Insomma, le donne che portano le protesi possono stare tranquille (ma ovviamente devono sottoporsi a regolari controlli, come del resto quelle che non le hanno).

«Alla luce dei monitoraggi più recenti e dei dati scientifici degli studi italiani e stranieri ribadiamo che le protesi sono sicure – dice Magliocca –. Non ci sono evidenze scientifiche che dimostrino il contrario. E questo va ricordato, ovviamente insieme al fatto che gli studi e i monitoraggi proseguono, come è giusto che sia».

Protesi? Attenzione a...

Il BIA- ALCL non è una malattia silente. Anzi, quando insorge dà chiari segnali, come riporta anche il sito del Ministero della Salute. Il »campanello d'allarme» è il cosiddetto sieroma tardivo freddo,  un rigonfiamento importante che di solito compare diversi anni dopo l'impianto di protesi, in media 7. «È questo il segnale da non trascurare e che deve spingere la donna a rivolgersi al chirurgo plastico per ulteriori approfondimenti».

Se la diagnosi viene effettuata in tempi rapidi, si rimuovono le protesi e il tessuto che le circonda, senza necessità di fare ulteriori cure.



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