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Malattie infantili

I Ferragnez e la malattia della piccola Vittoria

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Pubblicato il: 02-11-2021

La secondogenita dell'influencer e del cantante Fedez è stata ricoverata qualche giorno per un'infezione da virus respiratorio sinciziale. Ora è a casa e sta meglio.


I Ferragnez e la malattia della piccola Vittoria © Instagram

Sanihelp.itLo scorso 24 ottobre, dopo un primo passaggio al pronto soccorso, Vittoria Lucia Ferragni è stata ricoverata in ospedale a causa di un’infezione respiratoria. A rivelarlo è stato papà Fedez attraverso Instagram: «Purtroppo questa notte abbiamo dovuto portare nuovamente Vittoria al pronto soccorso. Dovrà stare qualche giorno in ospedale sotto osservazione. Si è presa un virus molto comune tra i bimbi. Nulla di grave, è stanca ma sta bene». Sono seguiti giorni di normale preoccupazione per i neogenitori (chi non lo sarebbe con la figlia di pochi mesi ricoverata), regolarmente documentati sui social. Mamma e papà, forti del loro ruolo di influencer, hanno così contribuito ad alzare l’attenzione nei confronti del virus respiratorio sinciziale, il responsabile del ricovero della piccola Vittoria.

Il virus respiratorio sinciziale non è un agente virale sconosciuto, anzi: «Se contratto nei primi mesi di vita del bambino provoca forme di bronchiolite gravi, con manifestazioni cliniche nelle basse vie respiratorie, mentre nei bambini più grandi e negli adulti si risolve con sintomi lievi, come rinofaringite, febbre o tosse. Ma i neonati sono spesso protetti dagli anticorpi materni che si trasmettono attraverso la placenta» ha spiegato all’Adnkronos Salute Fabio Midulla, presidente della Società italiana per le malattie respiratorie infantili (Simri), professore ordinario di Pediatria all'università Sapienza e responsabile del Pronto soccorso pediatrico del Policlinico Umberto I di Roma.

Come sottolineato anche dai Ferragnez in un loro post, quest’anno il virus sta colpendo in maniera evidente. A Padova sono stati ricoverati già 16 bimbi, di cui 4 intubati, mentre al Policlinico Umberto I di Roma 10 i ricoverati, di cui 2, di appena un mese di vita, in terapia intensiva. «L’epidemia che solitamente arriva a dicembre-gennaio è scoppiata con 2 mesi di anticipo» ha spiegato Midulla. «Ce lo aspettavamo perché per un anno e mezzo il virus non ha circolato grazie alle misure anti-Covid (lavaggio delle mani, mascherine e distanziamento sociale). Ma non appena queste misure sono state allentate, i fratellini più grandi sono tornati all'asilo o a scuola, e con una popolazione senza anticorpi il virus ha cominciato a circolare, subito e in anticipo rispetto al solito, e sta dando forme gravi nei piccolissimi».

Vittoria è ora tornata a casa e sta bene. Del resto, fortunatamente, in un Paese come il nostro (a differenza di quelli in via di sviluppo), il rischio di morte è molto basso. «Ma può lasciare danni permanenti, a partire dallo sviluppo di asma da grandi, che si verifica nel 50% dei casi» ricorda Midulla. Non c’è un vaccino, anche se alcuni sono in avanzata fase di studio, per cui l'arma principale per difendersi resta la prevenzione, attuabile attraverso una serie di semplici misure ricordate dal medico: «Il lavaggio delle mani, le mascherine, il monouso dei fazzoletti da buttare sempre nella spazzatura, il distanziamento nel caso di un fratellino più grande malato e il non mandare a scuola i bambini prima che siano guariti».



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