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Metti un baffo a novembre

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Pubblicato il: 11-11-2021

Metti un baffo a novembre © Instagram

Sanihelp.it - Per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione del tumore alla prostata il più frequente nella popolazione maschile, solo in Italia sono circa 40 mila le nuove diagnosi ogni anno, che rappresentano quasi il 20% di tutti tumori maschili, è partita Metti un baffo a novembre.

La campagna informativa è promossa  da Janssen Oncology con il patrocinio di Fondazione Pro e Salute Uomo ed è rappresentata dall’ormai popolare simbolo dei baffi che simboleggiano la prevenzione per questo tipo di tumore.

La campagna nasce da una sfida importante: convincere gli uomini a fare la visita urologica per il tumore alla prostata, superando i tabù e le barriere culturali insieme alla ritrosia a farsi visitare perché far emergere il problema è il modo migliore di affrontarlo.

Il campione mondiale di apnea Umberto Pelizzari presta il suo volto come testimonial anche della campagna 2021, rinnovando per il secondo anno il suo impegno e sostegno per diffondere la conoscenza dell’importanza della prevenzione in questo ambito.

La determinazione e la costanza con cui ha intrapreso il suo percorso sportivo e personale, sono valori in linea con il messaggio della campagna.

La prevenzione, infatti, ha bisogno di determinazione, per non rimandare controlli e visite, e di costanza, perché diventi una buona abitudine nella quotidianità degli uomini.

«Il tumore alla prostata rappresenta oltre il 20% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini over 50» spiega Roberto Sabbatini, Dirigente Medico Ospedaliero di Oncologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena che precisa anche: «I sintomi, in genere, compaiono con il progredire della malattia, quali difficoltà nella minzione, bisogno di urinare frequentemente, sensazione di mancato svuotamento della vescica e presenza di sangue nelle urine, che però possono essere confusi con sintomi di altre malattie benigne frequenti dopo i 50 anni di età. Visto la difficoltà di una diagnosi precoce, data la natura asintomatica della fase inziale della malattia, è ancor più importante non ignorare i primi campanelli di allarme rivolgendosi subito al medico per effettuare una visita di controllo. Oggi, la ricerca e l’innovazione scientifica hanno permesso di migliorare le terapie oncologiche nel tumore della prostata e di offrire trattamenti sempre più personalizzati per rispondere al meglio ai bisogni dei pazienti, migliorandone le aspettative e la qualità di vita».

«Le campagne di sensibilizzazione, come ‘Metti un baffo a novembre» che abbiamo deciso di patrocinare, sono importanti strumenti per diffondere la cultura della prevenzione per i tumori maschili- ha dichiarato Vincenzo Mirone, Presidente Fondazione PRO che conclude: «Fondazione PRO nasce con lo scopo specifico di promuovere la prevenzione e la ricerca scientifica e clinica nel settore delle malattie oncologiche, in particolare del tumore della prostata, facendo una sintesi tra alta cultura scientifica e strumenti di divulgazione, per rendere sempre più efficace il diritto a una vita sana. L’uomo non fa prevenzione perché è schiavo della paura di scoprire di essere malato. Per questo la Fondazione PRO si propone come una ‘compagna di viaggio’ nella crescita e nella salute dell’uomo puntando su ricerca e cultura. Fare prevenzione non significa infatti solo sottoporsi a visite mediche e seguire programmi di screening, ma è cambiare e migliorare il proprio stile di vita». 



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