Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Leggere nel pensiero, una forma di empatia

Mentalismo, è davvero possibile leggere nella mente?

di
Pubblicato il: 23-11-2021

I mentalisti non hanno poteri soprannaturali. Semplicemente - si fa per dire - sono in grado di decodificare i pensieri degli altri.


Mentalismo, è davvero possibile leggere nella mente? © istock

Contenuti correlati

  • Nessun articolo correlato

Sanihelp.it - Reso popolare dalla televisione, il mentalismo evoca nell'immaginario collettivo poteri magici, capacità straordinarie, persino il potere di manipolare... ma essere un mentalista significa decifrare l'altro e capire come funziona.

In un certo senso, tutti sappiamo fare a meno del linguaggio (verbale) per decodificare i pensieri degli altri. Capirsi al volo, indovinare le intenzioni dell'altro con un semplice sguardo: sono tecniche che ognuno in realtà padroneggia, il più delle volte inconsapevolmente, e che psicologia e sociologia decifrano perfettamente.

Ma allora, come fa un mentalista a leggere nel pensiero e perché ci sembra così straordinario? I mentalisti sono una sorta di Sherlock Holmes del pensiero, per loro, infatti, leggere la mente significa indagare. Come uno specialista dei big data, raccoglie inconsciamente migliaia di informazioni, le elabora, le analizza e trova la risposta. Solo che non usa statistiche ma gesti, atteggiamenti, parole, uno sguardo o un respiro per trovare la soluzione.

Il suo intuito agisce come una sorta di 'setaccio' mentale che affina gradualmente le sue impressioni fino a trovare il codice PIN di chiunque: prima i vestiti poi l'atteggiamento e il linguaggio danno indicazioni sull'ambiente sociale, la professione e la personalità. Per raccogliere gli indizi, attinge a varie tecniche come la psicologia, la programmazione neurolinguistica (PNL) o persino l'ipnosi. Esistono, infatti, diverse tendenze nel mentalismo. Ognuno trova il metodo che più gli si addice. 

Il mentalismo, oggi tanto popolare, non è in realtà una disciplina recente. Jean-Eugène Robert-Houdin, famoso illusionista del XIX secolo, mise in scena esperimenti di telepatia. Se per i maghi però lo scopo è far credere alle persone di avere un dono, i mentalisti lavorano alla loro messa in scena, provano il testo del loro spettacolo e usano trucchi.

Il mentalista è un osservatore fuori dal comune. Analizza i gesti, l'abbigliamento, la voce, per estrarne informazioni che gli permetteranno di essere un passo avanti allo spettatore. Individuare un mancino, sapere se si tratta di un estroverso o di un timido, distinguere persone ricettive alla parola: tante osservazioni che consentiranno al mentalista di instaurare un clima di fiducia.

I mentalisti hanno anche una memoria particolarmente sviluppata, oltre che una certa predisposizione per i numeri. Addizioni, sottrazioni: i mentalisti offrono al pubblico una moltitudine di operazioni che hanno la caratteristica di avere sempre lo stesso risultato. Tuttavia, il loro talento è quello di farci credere che hanno previsto il risultato...

Perché gli esperimenti funzionino tuttavia, il mentalista deve essere in grado di condizionare le persone, ad esempio parlando a un ritmo veloce per costringerle a concentrarsi su ciò che gli viene detto. I mentalisti, infatti, sfruttano alcuni difetti cognitivi nel cervello, che tende ad arrivare al punto e perdere alcuni dettagli.



VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?