Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Giornata Internazionale violenza sulle donne

di
Pubblicato il: 25-11-2021

Giornata Internazionale violenza sulle donne © istock

Sanihelp.it - Il 25 novembre è la giornata dedicata, in tutto il mondo, all’eliminazione della violenza contro le donne.

Il fenomeno è una vera piaga sociale dai contorni ancora più drammatici in caso di donne con disabilità.

Quest’ultime sono molto meno consapevoli e per questo molte volte non denunciano.

Non possono contare su servizi di sostegno adeguati e sono spesso vittime di discriminazioni e abusi multipli, soprattutto di carattere psicologico e relazionale.

Il fenomeno, in crescita radicale in tutta Italia anche a causa del Covid, è tuttavia complesso da mappare e monitorare per mancanza di dati statistici disaggregati.

L’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, grazie anche al particolare impulso della senatrice Urania Papatheu in qualità di componente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul femminicidio,  in un evento recente svoltosi a Roma presso la Sala Zuccari del Senato ha sollecitato uno sforzo corale delle istituzioni e dell’opinione pubblica affinché si prenda coscienza di questa grave situazione, si aiutino le donne con disabilità a rompere il muro del silenzio, si attuino misure adeguate per eliminare questo lato oscuro e invisibile della violenza contro le donne. 

L’evento in questione ha innanzitutto evidenziato come le donne con disabilità siano esposte a un maggior rischio di subire violenza rispetto alle altre donne, richiamando gli ultimi dati Istat disponibili (2014).

Se il 31,5% delle donne senza limitazioni ha subìto una qualche forma di violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita, la percentuale sale al 36,6% per le donne con disabilità, mentre il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio per le donne con disabilità (10%) rispetto a quelle senza limitazioni (4.7%).

Tutto questo a fronte di un 31,4% di donne con disabilità che ha subito violenza psicologica dal partner attuale, rispetto al 25 % delle donne normodotate.

Eppure, anche a fronte di queste evidenze, in Italia è ancora molto carente un sistema di protezione e presa in carico.

Sulle donne con disabilità non si parla mai o lo si fa quando è troppo tardi e i casi sono notizia eclatante.

Le esperte chiamate dall'UICI per l'evento in Senato hanno evidenziato innanzitutto un problema di mancanza di consapevolezza da parte delle stesse donne disabili vittime di violenza, che non sanno riconoscere quando sono oggetto di violenza, spesso di tipo relazionale e perpetrata nella famiglia di origine o acquisita, come casi più frequenti -  e che si manifesta attraverso forme di controllo  – dalla gestione del denaro o del proprio tempo fino all’educazione dei figli o ancora con abusi sul posto di lavoro o nella scuola.

Il punto chiave è quindi mettere in condizione le donne con disabilità di riconoscere i gesti che celano la violenza.

Ne consegue la necessità di aumentare la capacità di risposta del sistema che evidenzia carenze importanti perché mancano formazione adeguata degli operatori e strumenti, anche di informazione, adatti alle diverse forme di disabilità.

Basti pensare, nel caso delle donne disabili non vedenti, alle difficoltà che possono incontrare nel raggiungere e orientarsi nei luoghi di accoglienza e supporto o ancora nel reperire informazioni sui percorsi di aiuto, quando non supportate da tecnologie di ausilio vocale o compatibili con il sistema di scrittura braille.

Sotto questo aspetto il ruolo dei Centri Antiviolenza diventa fondamentale e andrebbero mappate, estese e messe in rete le buone pratiche che alcuni territori già esprimono, come è il caso di associazioni ed esperienze attive a Torino, Pisa, Roma, Bologna e Nuoro.

Fondamentale, infine, promuovere e rafforzare i percorsi di presa in carico, protezione e riconquista dell’autostima e del senso di indipendenza delle donne con disabilità per consentire loro di sottarsi alle situazioni potenzialmente o effettivamente violente. 

Il 25 novembre, grazie all’impegno delle donne delle sezioni UICI dal nord al sud dell’Italia daranno vita ad un flashmob presso piazze e luoghi delle istituzioni, compiendo una serie di gesti simbolici, da performance artistiche in cui dipingeranno di rosso le panchine pubbliche all’esposizione di scarpe rosse, fino all’organizzazione di iniziative e dibattiti pubblici per stimolare una presa di coscienza sul problema e promuovere un cambiamento culturale nel Paese affinchè riconosca e protegga finalmente anche la soggettività delle donne con disabilità.



VOTA:
3.5 stars / 5
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?