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Donne in Meta

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Pubblicato il: 29-11-2021

Donne in Meta © Instagram

Sanihelp.it - La Campagna di sensibilizzazione di Gilead Sciences Italia con il patrocino dell’Associazione di pazienti Europa Donna Italia, Donne in meta, è ispirata al mondo del rugby, invitare tutte le pazienti colpite da carcinoma mammario metastatico triplo negativo  a non chiudersi in se stesse ma a puntare sulla forza del gruppo. 

La Campagna ha l’obiettivo di diventare attraverso il suo sito www.donneinmeta.it, un punto di riferimento per dare corrette informazioni su questo tipo di carcinoma, ospitare alcuni interventi della squadra ideale che deve supportare le pazienti tra cui Associazioni di pazienti, clinici, caregiver ed essere un osservatorio costantemente aggiornato sui bisogni della squadra.

A testimoniare il bisogno di sostegno per queste donne anche un’indagine svolta da Elma Research che ha visto protagoniste oltre 100 donne con tumore al seno triplo negativo a cui si sono aggiunti alcuni partner. 

Su un campione di 102 pazienti con TNBC e con età media di 52 anni - paura, smarrimento e confusione sono i tre sentimenti che accompagnano la scoperta del tumore.

Il primo obiettivo è allora quello di evitare che prendano il sopravvento, il secondo quello di sostituirli con sentimenti positivi derivanti dalla propria forza interiore e che passano dall’accettazione della nuova condizione per arrivare a un cauto ottimismo. 

Sempre dalla ricerca emerge come il tempo sia un fattore chiave per le pazienti.

Con un’importante distinzione: se quello futuro è soprattutto fonte di ansia e insicurezza (il 47% ne ha paura, il 35% non pianifica più nulla), il maggiore valore assunto da quello presente rappresenta invece il primo aspetto positivo per la maggior parte di loro (56%), praticamente alla pari del supporto ricevuto da familiari e amici (54%).

L’indicazione è quindi quella di vivere appieno l’oggi, stando di più con le persone care e dedicandosi maggiormente ai propri interessi, per avere anche più fiducia nel domani.

«Il rugby fa sviluppare l’attitudine a pensare che c’è sempre un’opportunità di rialzarsi e di ottimizzare quello che abbiamo a disposizione per raggiungere l’obiettivo a dispetto delle difficoltà. Quando mi hanno parlato di Donne in Meta e del messaggio che si propone di promuovere – osserva Marco Bortolami, Ambassador di Donne in Meta e oggi capo allenatore del Benetton Rugby dopo aver collezionato 112 presenze in Nazionale da giocatore - ho subito pensato a questo aspetto, anche se la partita contro il tumore è ovviamente più dura e complicata di qualsiasi altra. Ma proprio per questo diventa ancora più importante »non mollare mai!», ovvero continuare a crederci, a vivere il presente azione dopo azione senza subire passivamente le avversità, ma invece facendo leva sulla forza del gruppo per superarle».  

I partner coinvolti nell’indagine di Elma Research hanno dichiarato di provare un forte senso di inadeguatezza, anche se poi il 76% delle loro compagne assicura che la malattia ha rafforzato la relazione di coppia malgrado un peggioramento dell’intimità (64% dei casi).

Per loro, ma in generale per tutti quanti, sono chiamati a essere caregiver, una riflessione vincente arriva ancora da Marco Bortolami: «Nel nostro sport per avanzare si deve passare l’ovale a un compagno che si trova dietro, quindi è indispensabile rimanere compatti e poter sempre contare su qualcuno alle proprie spalle. Può anche accadere che il portatore di palla non prenda la migliore decisione possibile, ma la squadra è chiamata a sostenerlo sempre e comunque: un atteggiamento che allarga il concetto di aiuto, perché implica il mettersi a disposizione indipendentemente da come si giudica personalmente una determinata situazione. E questo a mio avviso può fare la differenza anche fuori dal campo».



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