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Salute e animali

Un protozoo che infetta il gatto: Tritrichomonas foetus

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Pubblicato il: 07-12-2021

L'analisi delle feci è fondamentale per evidenziare la presenza di questo parassita


Un protozoo che infetta il gatto: Tritrichomonas foetus © istock

Sanihelp.it - È una patologia piuttosto comune, soprattutto nei gatti giovani e di razza, ma si può riscontrare in qualunque tipo di gatto, anziano o di razza mista, anche se sta tutto il giorno sdraiato sul divano, in quanto potrebbe aver contratto l’infezione da cucciolo ed essere portatore. Si pensa che il parassita si trasmetta attraverso le feci infette o tramite il contatto con gatti infetti. Il Tritrichomonas foetus (TF) non forma cisti e può vivere nell’ambiente solo per un breve periodo, non più di tre giorni una volta espulso con le feci, a differenza della Giardia, che spesso infetta insieme al TF.
Il sintomo principale è la diarrea, ma possono comparire anche dolore alla defecazione, arrossamento anale, flatulenza, vomito, mentre a volte il gatto non manifesta alcun segno clinico.
La diagnosi è basata sull’analisi delle feci e un’eventuale colonscopia, se il veterinario lo ritiene necessario.
Il trattamento si basa sull’utilizzo del ronidazolo, che a tutt’oggi sembra essere l’unica terapia efficace: 30 mg/kg per 14 giorni consecutivi. Alte dosi di questo farmaco possono avere effetti collaterali marcati a livello neurologico, come apatia, inappetenza, tremori del muso, a volte convulsioni; questi sintomi scompaiono normalmente una volta sospesa la terapia.
A volte può accadere che il parassita non venga eliminato completamente e questo porta a una recidiva dei sintomi, alcuni consigliano l’utilizzo di probiotici che sembra avere un effetto positivo in tal senso. La prognosi è buona, la malattia non provoca effetti permanenti né morte del gatto.
Una curiosità: una variante genetica del Tritrichomonas foetus, il Trichomonas foetus, può provocare una malattia venerea nei bovini, patologia a trasmissione sessuale che può portare alla sterilità. 



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