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Dieta mirata per l'epilessia

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Pubblicato il: 07-12-2021

è il monito della LICE che consiglia vivamente per convivere con l'epilessia di puntare su uno stile di vita sano, praticare attività fisica anche moderata e ridurre lo stress


Dieta mirata per l'epilessia © istock

Sanihelp.it - L’ Epilessia è una patologia del sistema nervoso centrale che in Italia interessa circa 600 mila persone.

Anche se non esiste, salvo casi specifici, una dieta espressamente dedicata alle persone con Epilessia, ci sono molti nutrienti che per il loro potenziale neuroprotettivo, possono essere considerati importanti per il benessere della persona che convive con questo disordine.

«Tra i progressi fatti nello studio delle Epilessie – spiega Laura Tassi, presidente di LICE – Lega Italiana Contro l’Epilessia - possiamo considerare, per le Persone con Epilessia che assumono una terapia farmacologica cronica, l’effetto positivo di un regime alimentare corretto ed equilibrato. In generale, un’alimentazione varia, unitamente ad uno stile di vita che includa un’attività fisica moderata, può determinare un reale miglioramento della qualità di vita. Per il controllo delle crisi è importante evitare l’assunzione di droghe e non esagerare con l’alcol e soprattutto assumere regolarmente i farmaci».

Più nello specifico  è importante non farsi mai mancare la vitamina B6, anche detta piridossina, essenziale per alcune funzioni del sistema nervoso, in particolare per l’intervento nella sintesi di molti neurotrasmettitori come la serotonina, mediatore chimico della trasmissione degli impulsi nervosi, l’istamina, la taurina e la dopamina.

La vitamina B6 si trova principalmente legata alle proteine, sia in alimenti vegetali come verdura, legumi, frutta secca, sia in quelli di origine animale come uova, carni e pesce

Ci sono poi altri nutrienti come per esempio gli Omega3, assimilabili con il salmone, il pesce azzurro e la frutta secca, e anche la vitamina D3, assimilabile principalmente da alimenti di origine animale quali pesce azzurro, uova, e latte e suoi derivati.

La vitamina E è presente in grande quantità negli olii vegetali, ma anche nei cereali integrali, nelle uova e in alcune verdure come gli spinaci.

La vitamina C è invece abbondante nella frutta fresca, alcune verdure come radicchio, spinaci, broccoletti, ortaggi come broccoli, cavoli, pomodori e peperoni, tuberi e patate. 

Non tutte le Epilessie rispondono ai farmaci.

Attualmente solo il 60% dei pazienti con Epilessia ha un completo controllo delle crisi grazie alla terapia e al trattamento farmacologico, ma il restante 40% soffre di una Epilessia farmacoresistente, cioè non sensibile all’azione dei farmaci, o talora intrattabile.

Per questi pazienti le opzioni sono limitate al trattamento chirurgico, all’utilizzo di alcuni dispositivi palliativi oppure, in alcuni casi, all’adozione di uno speciale regime alimentare, la dieta chetogenica. 

Si tratta di una dieta ricca in grassi (polinsaturi, per tenere sotto controllo il colesterolo) e povera in carboidrati, che sfrutta alcuni aspetti particolari della fisiologia umana, cioè la formazione di corpi chetonici che l’organismo produce quando la quantità di zuccheri introdotta con il cibo è molto ridotta e le scorte a livello di fegato e tessuti sono pressoché esaurite; in queste condizioni la maggior parte di organi e tessuti utilizza quindi gli acidi grassi come fonte di energia, favorendo la formazione dei corpi chetonici.

Sembra che siano proprio i corpi chetonici a ridurre l’eccitabilità dei neuroni coinvolti nella genesi delle crisi epilettiche, modulando la produzione e l’azione di specifici neurotrasmettitori.

L’efficacia della dieta chetogenica, strategica ed altamente efficace in alcuni specifici quadri clinici (quali la sindrome da deficit di GLUT1), sembra possa ridurre la frequenza delle crisi epilettiche in alcuni pazienti fino al 40-50%.

«Si tratta comunque di un intervento medico da considerare al pari del farmaco – precisa la dott.ssa Valentina De Giorgis, responsabile del gruppo di studio sulle Dietoterapie della LICE - per cui va intrapreso esclusivamente sotto controllo medico. La scelta di un intervento dietetico per il trattamento delle Epilessie farmacoresistenti deve seguire un’attenta valutazione della sua opportunità e sostenibilità nel tempo, individuando quei pazienti in cui la dieta può essere effettivamente utile, monitorandone in maniera costante la sua corretta applicazione, minimizzando così i potenziali effetti collaterali».



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