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Linee guida gestione domiciliare pazienti Covid

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Pubblicato il: 08-01-2022

Linee guida gestione domiciliare pazienti Covid © istock

Sanihelp.it - Secondo le disposizioni ministeriali i pazienti domiciliati in casa positivi al Covid, in presenza di febbre, malessere, tosse, faringodinia, congestione nasale, cefalea, mialgie, diarrea, anosmia, disgeusia e in assenza di: dispnea, disidratazione, alterazione dello stato di coscienza, possono assumere paracetamolo o FANS a meno che non esista chiara controindicazione all’uso.

Altri farmaci sintomatici potranno essere utilizzati su giudizio clinico.

Nella fase iniziale della malattia l’uso del cortisone NON È RACCOMANDATO, in quanto potrebbe avere un impatto negativo sulla risposta immunitaria.

L’uso dei corticosteroidi a domicilio può essere considerato nei pazienti che presentano fattori di rischio di progressione di malattia verso forme severe, in presenza di un peggioramento dei parametri pulsossimetrici che richieda l’ossigenoterapia e qualora non sia possibile nell’immediato il ricovero per sovraccarico delle strutture ospedaliere

Per quanto riguarda il ricorso all’eparina è consigliato solo per la PROFILASSI degli eventi trombo-embolici nel paziente con infezione respiratoria acuta e ridotta mobilità, per l’intero periodo dell’immobilità.

L’utilizzo routinario NON È RACCOMANDATO nei soggetti non ospedalizzati e non allettati a causa dell’episodio infettivo, in quanto in questo setting di pazienti non esistono evidenze di un beneficio clinico. 

Fondamentale che i pazienti non modifichino in alcun modo le TERAPIE CRONICHE IN ATTO PER ALTRE PATOLOGIE. L’utilizzo routinario di antibiotici, da soli o associati ad altri farmaci, NON È RACCOMANDATO.

Oltre ai casi nei quali l’infezione batterica è stata dimostrata da un esame colturale, l’uso di tali farmaci può essere considerato solo se il quadro clinico fa sospettare la presenza di una sovrapposizione batterica.

Un ingiustificato utilizzo degli antibiotici può inoltre determinare l’insorgenza e il propagarsi di resistenze batteriche che potrebbero compromettere la risposta a terapie antibiotiche future. 

CLOROCHINA E IDROSSICLOROCHINA: non raccomandate né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione.



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