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Benessere psico-fisico

Nel 2022 prova a creare nuove routine

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Pubblicato il: 06-01-2022

Nel 2022 prova a creare nuove routine © istock

Sanihelp.itLa routine fa bene al cervello? E come è possibile abbandonare le routine negative a favore di quelle positive. Ce lo spiegano gli esperti di Guidapsicologi.it.

Il cervello ha la caratteristica della plasticità, ovvero la capacità di creare continuamente nuove connessioni neurali per adattarsi all'ambiente in cui è immerso. Questa ristrutturazione avviene sia perché alcune connessioni vengono interrotte e quindi si stabiliscono percorsi alternativi, sia perché ci si adatta all'ambiente, come nel caso di apprendimento e creazione di nuove routine.

La plasticità cerebrale è la riorganizzazione anatomica delle connessioni tra i neuroni. È proprio la neuroplasticità che ci permette di essere flessibili e adattabili a qualsiasi circostanza: un esempio noto a tutti, ci siamo adattati a indossare una mascherina, che altro non è che una nuova abitudine dettata dalle circostanze che abbiamo incorporato nella nostra quotidianità. La riconfigurazione del cervello può essere più o meno faticosa e complessa, ma con la pratica, la perseveranza, la pazienza, tutto ciò che ci si propone può essere raggiunto.

Le routine in sè non sono né buone né cattive. A seconda dell'interesse, dei benefici o delle conseguenze per il soggetto in questione, si potrà stabilire se sono positive o negative. I comportamenti routinari rappresentano un aiuto fondamentale per il cervello e il suo funzionamento, poiché gli permettono di consumare meno energia possibile. Basti pensare a un esempio noto a tutti: guidare.

Nella tappa di sviluppo dell’apprendimento, il cervello ha bisogno di passare attraverso ogni fase del processo per un periodo indicativo di un semestre. In questa tappa, siamo consapevoli dell'avvio del motore, del momento in cui passiamo da una marcia all'altra premendo la frizione, siamo consapevoli dei nostri piedi che si muovono tra i pedali, delle nostre mani quando sono ben salde sul volante e quando rilasciamo per premere l'acceleratore o cambiare la marcia.

Una volta automatizzato il processo, perdiamo consapevolezza e cambiamo marcia come richiede il motore senza prestare praticamente alcuna attenzione. Automatizzando il processo, il cervello sta risparmiando energia e può dedicarsi ad osservare il paesaggio lungo la strada su cui si sta viaggiando, parlare con il passeggero accanto a sé, ascoltare musica, ecc…

Più routine o abitudini stabiliamo, più impariamo, e maggiore plasticità cerebrale sviluppiamo. Per le persone che sono costantemente immerse in processi di apprendimento, è più facile consolidare routine rispetto a soggetti non attivi dal punto di vista dell’apprendimento.

Non dobbiamo dimenticarci che tutti noi abbiamo la capacità di riprogrammare il nostro cervello. Grazie alla pratica, rafforziamo la possibilità che il nostro cervello sviluppi percorsi sinaptici, creando nuovi circuiti neurali. Invece, le persone che ripetono sempre gli stessi comportamenti usano il potere del loro cervello per rafforzare i propri circuiti neurali esistenti, creando così resistenza all'apprendimento. E il loro sistema cerebrale diventa più rigido.

Questo non significa che non possano imparare, ma avranno bisogno di più pratica e più stimoli per insegnare nuove vie al proprio cervello. Il cervello è come un muscolo: più si allena, più sarà in forma. Attenzione però: quando un'abitudine passa dall'essere un comportamento ripetuto ad essere una dipendenza, si rivolta contro di noi. Ad esempio, una persona a cui piace fare sport e consolida la routine di andare in palestra ogni giorno. Nel momento in cui andarci diventa imprescindibile, se si sente male con se stesso quando se non fa sport, se perde la capacità di decidere, di adattarsi, di essere flessibile, allora la routine diventa qualcosa di negativo.

Le routine sono totalmente soggettive. Dipendono sia dalla personalità di ognuno che dalla libertà o rigidità che implica la routine stessa. Gioca un ruolo importante anche l'impegno preso con se stesso e le proprie scelte, e il rispetto e la conoscenza di sé. Ad esempio, c’è chi decide di andare a fare una corsa mattutina prima di andare al lavoro, perché ne trae benefici e ha voglia di farlo.

Poi c’è chi invece ha bisogno della libertà di andare quando può, quando sente di averne voglia. Bisogna saper riconoscere ciò che desideriamo, e ciò che ci fa stare meglio. È però importante sottolineare che instaurare routine e creare nuove abitudini ci permette di consumare meno energia e di poterci aprire a nuovi stimoli e altre sfumature della realtà: imparare aiuta ad imparare.

Il modo migliore per eliminare una routine negativa è attraverso il metodo della sostituzione, ovvero dando al nostro cervello un'alternativa a ciò che si desidera cancellare. È più facile modificare un circuito neurale che crearne e consolidarne uno nuovo. In alcuni casi si raccomanda l’affiancamento di un professionista della psicologia, per intraprendere un un lavoro che aiuti a rafforzare l'autostima, lavorare con convinzioni limitanti, e facilitare così il cambio di abitudini. È molto importante incorporare come punti fermi: pratica, perseveranza e pazienza.

Ogni routine può essere riprogrammata. Il cervello non distingue tra una buona e una cattiva abitudine, è guidato solo da quelle connessioni. Questo spiega perché è difficile stabilire una nuova abitudine e perché ci possono essere ricadute. Ogni nuova abitudine è una nuova connessione che richiede pratica, pazienza e perseveranza. E inoltre, uno sforzo superiore per essere scelta dal cervello che, come sappiamo, è governato dall'efficienza.

Secondo diversi studi, una nuova abitudine si può instaurare in alcuni casi attraverso 21 giorni di pratica continuativa, in altri attraverso una pratica di 40 giorni. Più si pratica, più si rafforza questo nuovo circuito che si è creato. Ecco alcuni esempi di attività da svolgere per raggiungere il benessere fisico, emotivo e mentale, trasformandole in routine positive da inserire all’interno della propria quotidianità.

Benessere mentale: praticare meditazione o mindfulness, parlare di argomenti che stimolano la riflessione e l'auto-interrogazione, intraprendere una terapia psicologica, leggere, studiare lingue straniere, coltivare i propri hobby.

Benessere fisico: fare esercizio, ballare, cantare, camminare, passeggiare per la città, mangiare cibi sani e seguire una dieta mediterranea, evitare alcol e bevande eccitanti, gassate e zuccherate.

Benessere  emotivo: Connettere e condividere emozioni, psicoterapia, yoga, meditazione.



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