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Gli esperti Sidemast spiegano perché la scabbia è di nuovo una malattia diffusa

Sanihelp.it In alcune realtà italiane si è registrato  un aumento dei casi di scabbia che arriva fino al 750%.


La scabbia è un’infezione molto contagiosa della pelle causata da un piccolo parassita, l’acaro Sarcoptes scabiei, difficile da individuare perché minuscolo, ma in grado di scavare cunicoli nella cute per deporre le uova.

Ed è questo a provocare il caratteristico intenso prurito, soprattutto notturno.

Gli esperti Sidemast spiegano inoltre, che la scabbia si caratterizza anche per la comparsa di piccole papule soprattutto su mani, piedi e genitali.

Sempre gli esperti Sidemast puntualizzano come nella quasi totalità dei casi il contagio è interumano necessita cioè di un contatto diretto tra persone: perché avvenga la trasmissione, occorre il contatto diretto e prolungato con una persona infetta, quindi la trasmissione tra partner è facile.

Il rischio aumenta  quando si viaggia e si  hanno contatti con molte persone,  se si alloggia e si frequentano luoghi affollati, situazioni tipiche dell’overtourism.

Vestiti e biancheria, invece, sono un veicolo raro di contagio, come pure sono rari i contagi in piscina, perché l’umidità impedisce agli acari di uscire dalla pelle.


Quando il parassita depone le uova nella pelle gli acari che nascono, se non debellati, colonizzano rapidamente altre aree del corpo e altre persone.

Al contrario di quanto si credeva in passato non è una malattia legata alla scarsa igiene personale, chiunque può essere contagiato.

Gli acari – sottolineano i dermatologi Sidemast – possono vivere dentro i materassi fino a 3 giorni, ma hanno bisogno della pelle umana per proliferare.  

A preparare il terreno per il ritorno della scabbia è stato anche il lockdown in pandemia, quando molte persone hanno vissuto a lungo in ambienti chiusi e sovraffollati.

In generale, quindi, i più vulnerabili all’infezione sono sicuramente bambini e adolescenti tra i 5 e i 18 anni, anche a causa della frequentazione di ambienti comunitari come scuole e palestre.

A questi si aggiungono gli anziani, in particolar modo quelli ricoverati nelle Rsa, e persone con fragilità sociali o sanitarie

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