HomeSalute BenessereEstate in movimento, con qualche accorgimento!

Estate in movimento, con qualche accorgimento!

Sanihelp.it – Estate non è solo voglio di relax e divertimento sicuramente coincide anche con una grande voglia di dedicarsi all’attività fisica e dar sfogo al desiderio di sentirsi calciatori o cestisti  per almeno mezz’ora. Se si sono passati gli anta, e non ci si allena con grande regolarità però, è necessario adottare alcune cautele al fine di non dover corre al pronto soccorso! Soprattutto dopo gli anta tendono a comparire dolori articolari dovuti a disturbi come l’artrosi o la borsite, che causano infiammazione dell’articolazione rendendo doloroso l’esercizio fisico.

Chi soffre di dolori articolari è spesso costretto a ridurre i livelli di attività per evitare di aggravare una particolare articolazione. Svolgere regolarmente attività fisica, non solo d’estate, ma tutto l’anno è sempre importante perché contribuisce a mantenere il cuore sano e rinforza ossa e muscoli, oltre a migliorare l’umore e l’energia. 

«Per mantenere mente e corpo forti e sani, sarebbe ottimale una routine che preveda almeno 30 minuti di allenamento da tre a cinque giorni alla settimana. Prima di iniziare una routine di allenamento, comunque, specie per chi soffre di problemi articolari – spiega Gianmarco Regazzola, Chirurgo Ortopedico, Specialista in Chirurgia protesica e robotica dell’anca e ginocchio, Ospedale »Sant’Anna» di Brescia e Ospedale Pederzoli di Peschiera del Garda (VR)  – è sempre opportuno consultare l’ortopedico per assicurarsi che l’esercizio sia sicuro e adatto alle personali condizioni fisiche. Lo specialista potrebbe anche raccomandare forme alternative di esercizio a basso impatto che si adattano alle esigenze del paziente».

«Durante i mesi invernali sono i pazienti stessi a voler modificare il tipo di attività fisica per non peggiorare i dolori alle anche o alle ginocchia. Poi, non appena arriva il caldo, che sappiamo essere l’amico per eccellenza dei dolori osteoarticolari, prevale l’istinto di abbandonarsi alle attività fisiche preferite anche se pericolose per anche e ginocchia. Suggerisco attività a basso impatto – spiega ancora l’esperto  – che non aggiungono stress alle ginocchia e alle anche, come ad esempio il nuoto, la bici e le passeggiate che non provocano danni essendo movimenti controllati e circolari. Importante iniziare con sforzi minimi, aumentando progressivamente la durata e il livello di intensità. Nel caso specifico della bici è importante mantenere la corretta altezza della sella per non lavorare con le ginocchia troppo flesse, mentre in quella del nuoto, l’acqua aiuta a ridurre la pressione sulle articolazioni, agevolando una maggiore mobilità senza sacrificare il comfort».

Cosa fare, dunque, per fare sport in sicurezza in estate? Presto detto: «Mantenersi in forma e controllare il peso è la prima regola. La combinazione con una terapia a base di condroprotettori in modo ciclico durante l’anno, può contribuire a contrastare i processi artrosici degenerativi della cartilagine articolare e del liquido sinoviale che la lubrifica. Oltre a questa profilassi estiva suggerisco, in particolare per gli sportivi e per i pazienti affetti da artrosi, anche azioni preventive mediante infiltrazioni di acido ialuronico.

È una sostanza già presente nelle articolazioni che viene sintetizzata dalle cellule presenti nel liquido sinoviale ma che con il passare degli anni tende a diminuire causando dolore e difficoltà motorie. Suggerisco di fare queste infiltrazioni già 1-2 mesi prima dall’ inizio della stagione estiva, meglio sotto guida ecografica nel caso dell’anca.

C’è poi un terzo livello – conclude REGAZZOLA – pensato per quanti possono ancora aspettare per l’intervento chirurgico. In questo caso si ricorre a un procedimento poco invasivo di medicina rigenerativa, in cui vengono prelevate e lavorate le cellule dal sangue per poi essere iniettate all’interno dell’articolazione. Tra i trattamenti maggiormente utilizzati, ci sono quelli con plasma ricco di piastrine o PRP, cioè le cellule staminali dal midollo osseo o le cellule mesenchimali adipose».

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