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Infezioni estive: le piante che riparano la pelle

Efficaci e senza effetti collaterali

Sanihelp.it – Il caldo favorisce diverse infezioni della pelle: la calura agevola la crescita di numerosi microrganismi, l’aumento della sudorazione concorre a creare un microambiente ideale alla proliferazione dei funghi, in particolare nelle pieghe ascellari e inguinali, infine è più facile il contatto della superficie corporea con aree contaminate.

«In particolare, la pelle del bambino è predisposta ad arrossamenti per alcune sue caratteristiche costitutive – afferma il dottor Piercarlo Salari, pediatra di consultorio a Milano – È infatti più sottile, è virtualmente priva del film idrolipidico, è dotata di sistemi protettivi meno efficienti e perde acqua con maggiore facilità».

Non sempre le infezioni sono primarie, cioè si manifestano su una cute sana: molte volte si impiantano su lesioni già esistenti (sono, cioè, secondarie), a seguito per esempio del prurito, che induce il bambino a grattarsi, o di una auto-inoculazione di microrganismi, spesso presenti sotto la lamina ungueale. Un esempio classico al riguardo è la puntura di insetto, che irrita e rischia di diventare punto di partenza di un’infezione.

«Nei bambini più piccoli l’aumento della traspirazione può favorire quella manifestazione nota come sudamina o miliaria cristallina, dovuta alla cristallizzazione del sudore all’interno dei condotti che lo veicolano dalle ghiandole alla superficie cutanea –  precisa Salari – Negli adulti, invece, vanno messe in conto morsicature di zanzara, eritemi solari e arrossamenti favoriti dalla pratica di attività ludico-sportive e/o dal mancato rispetto di adeguate precauzioni igieniche, come per esempio l’utilizzo di scarpe di gomma può favorire l’insorgenza di abrasioni da sfregamento e perfino di micosi».

Normalmente i farmaci topici più noti sono gli antistaminici e i cortisonici. I primi, però, possono dare luogo a reazioni da fotosensibilizzazione mentre gli altri, malgrado un’apprezzabile attività antinfiammatoria, comportano numerosi effetti indesiderati. Il ricorso a farmaci omeopatici diventa così un’opportunità per coniugare l’efficacia di principi attivi, spesso noti da secoli e di impiego ampiamente consolidato, con la sicurezza.

La calendula, per esempio, denominata anche fiorarancio, è una comune pianta da giardino, appartenente alla famiglia delle Asteraceae impiegata solitamente sotto forma di tisane, tinture, estratti liquidi, creme o unguenti, o come componente in prodotti per la pelle e per i capelli. Contiene flavonoidi, carotenoidi e xantofille e composti triterpenici che svolgono una triplice azione, antinfiammatoria, antisettica (dovuta a effetti antimicrobici e immunomodulanti) e procicatrizzante e giustificano la sua utilità nel trattamento di piaghe, ustioni e ferite.

Un’altra pianta importante è Cardiospermum halicacabum, rampicante tropicale appartenente alla famiglia delle Saponifere, molto diffuse in India, Sud America ed Africa. L’estratto è dotato di proprietà antinfiammatorie, antiallergiche e lenitive, utili a ridurre i mediatori infiammatori cutanei, con un effetto simil-cortisonico molto apprezzato nel trattamento di eczemi da contatto, miliaria ed eritemi solari.

Merita infine attenzione anche l’echinacea, già impiegata dagli indiani per la cura di piaghe e ferite, incluse quelle provocate dal morso di serpenti. La specie più popolare e apprezzata per le sue proprietà curative è la angustifolia, che deve il nome alle foglie molto piccole: possiede una notevole azione cicatrizzante a livello cutaneo e favorente la rigenerazione dei tessuti, dovuta soprattutto all’inibizione dell’enzima jaluronidasi, che attacca e distrugge gli acidi jaluronici presenti nella cute, alla quale conferiscono elasticità. La pianta svolge anche attività antibatterica grazie alle poliine, che presentano una notevole capacità batteriostatica.

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