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Cause della caduta dei capelli nell’uomo

I segni della calvizie maschile

Sanihelp.it – La perdita dei capelli è un fenomeno molto diffuso nel sesso maschile. La calvizie, infatti, interessa circa un terzo degli uomini tra i 18 e i 60 anni e il rapporto sale addirittura a due terzi tra gli uomini di età compresa tra i 30 e i 60 anni.


Molti uomini, quando cominciano a mostrarsi i primi segni di stempiamento e diradamento dei capelli, attraverso una fase di crisi, pensando che questo sia un percorso obbligato. Non è sempre così però e chi ha problemi di perdita di capelli dovrebbe reagire tempestivamente in cerca di rimedio.

La causa più conosciuta della caduta dei capelli negli uomini è l’alopecia andorgenetica, cioè la perdita di capelli con caratteristiche di ereditarietà, causata dal cattivo funzionamento dell’enzima 5-alfa-reduttasi, che non riesce più a sintetizzare correttamente il diidrotestosterone (detto anche DHT), un ormone maschile dalle 3 alle 5 volte più potente del testosterone.

La conseguenza di questo malfunzionamento dell’enzima 5-alfa-reduttasi è di far crescere i capelli sempre più sottili e deboli, con tendenza alla caduta. Il DHT, infatti, si lega al bulbo pilifero del capello atrofizzandolo. La calvizie tuttavia può essere causata anche da altri fattori non genetici, come l’eccessiva produzione di sebo, squilibri alimentari (carenza di proteine e amminoacidi essenziali per la sintesi della cheratina) o lo stress.

Dopo i primi segni di stempiatura e diradamento, per impedire l’insorgenza della calvizie, è fondamentale contenere la caduta dei capelli e le soluzioni non mancano. Per saperne di più, clicca qui.

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