Why me

Sanihelp.it – Quanto della nostra vita è già scritto nel DNA?

Il caso e la vita, visti come un insieme di eventi imprevedibili ed emergenti, lasciano una possibilità di azione all’essere umano?

Perché io, perché noi siamo vivi?

Perché il cancro ha colpito me e non un altro?

Perché io sono sopravvissuto al mio tumore e il mio compagno di stanza dell’ospedale no?

Dal 6 aprile è disponibile su Prime Video WHY ME, il documentario di Fondazione AIRC che indaga il tema dell’identità: a condurre in questo viaggio è l’attore Pietro Sermonti,  bravo attore italiano popolare grazie alla sua partecipazione in diverse serie TV molto famose, come un medico in famiglia.

«Why me» nasce dalle suggestioni di «DNA, lo spettacolo che fa suonare la scienza», opera originale prodotta da Fondazione AIRC che racconta in modo innovativo ed emozionante il valore culturale della ricerca oncologica nel nostro Paese.

Lo spettacolo ha anche ispirato l’omonimo libro firmato dal filosofo Telmo Pievani: «DNA. Un codice per scrivere la vita e decifrare il cancro».

Questo docufilm si inserisce nel più ampio progetto Wonder Why: Wonder è l’emozione, Why è la razionalità. Wonder Why è il farsi domande e lasciarsi stupire dalle risposte; è chiedersi perché; è la meraviglia della conoscenza.

Wonder Why è il progetto con il quale Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro vuole risvegliare la curiosità con il piacere di imparare cose nuove e la capacità di cogliere la bellezza della scienza.  

Il documentario Why me si snoda lungo una serie di interviste condotte da Pietro Sermonti che interroga alcuni esponenti illustri della scienza e della ricerca scientifica, come il premio Nobel per la medicina Elizabeth Blackburn, il professor Pier Paolo Di Fiore, Docente di Patologia generale Università di Milano e direttore Programma Novel Diagnostics Istituto Europeo di Oncologia, il filosofo ed evoluzionista Telmo Pievani e la dottoressa Alessia Ciarrocchi, ricercatrice AIRC presso l'Azienda Unità Sanitaria Locale di Reggio Emilia IRCCS. 

Nel corso del racconto il mondo scientifico si affianca e si sovrappone a quello artistico attraverso i contributi del gruppo musicale dei Deproducers – Vittorio Cosma, Gianni Maroccolo, Max Casacci e Riccardo Sinigallia – e con gli interventi di un’ospite d’eccezione, Mara Maionchi, che sprona il protagonista a non arrendersi e a proseguire la sua ricerca personale per riuscire a fugare i tanti dubbi che lo accompagnano. 

Sermonti raccoglie in questo delicato percorso anche le testimonianze di alcune persone che hanno affrontato la malattia e le difficoltà a essa connesse: Sara Caldarola, insegnante e mamma dopo aver superato un tumore al seno, e Giacomo Cardaci, scrittore e giurista curato per un Linfoma di Hodgkin.

«WHY ME è stata una grande sfida, ho accettato con slancio e con un po’ di timore l’invito di Fondazione AIRC a mettermi alla prova in un documentario che voleva scavare nella nostra identità più profonda – ha dichiarato Pietro Sermonti – Dopo questo percorso così intenso non sono certo di aver trovato tutte le risposte ma, grazie agli straordinari personaggi che ho incontrato in questo viaggio, ho capito che la scienza ci spiega cos’è e come funziona una determinata cosa ma non ha risposte per tutto. Ci sono ambiti in cui la scienza non ha giurisdizione e per affrancarci dall’ignoranza dobbiamo affidarci ad altre discipline del sapere umano come l’arte, la musica, la filosofia e la letteratura. Come spiegava bene Galileo: ‘La scienza non ci insegna come andare in cielo ma ci insegna come è fatto il cielo».  

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