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Mutilazioni genitali femminili

Sanihelp.it –  Secondo un'indagine realizzata dall’Università Bicocca per il Dipartimento Pari Opportunità nel 2019,  in Italia a gennaio 2018 vi erano 87.600 donne escisse, di cui 7.600 minorenni, e di altre 4.600 a rischio di FGM.

Secondo i dati dell'OMS riportati dal Ministero della Salute, più di 200 milioni di donne hanno subito mutilazioni genitali e circa 3 milioni di ragazze ogni anno, la maggior parte prima dei 15 anni, corrono il rischio di essere sottoposte a questa pratica.

Si stima che le donne vittima di mutilazione in Europa siano circa 600.000.

La mutilazione avviene prima della migrazione oppure, nel caso delle seconde generazioni, in occasione di un viaggio nel Paese di origine.

Le mutilazioni genitali femminili sono un tema spesso evitato, ma che rappresenta una sfida per le coscienze e per la scienza.

Le vittime abitano anche in Italia e devono sapere che, dopo tante sofferenze, possono avere una vita normale.

Si tratta di una riparazione, cura e rinascita a fronte di ciò che si è subito: pregiudizio, violenza, gravi problemi di salute e disagio psicologico. Venerdì 24 giugno in Aula Magna di Palazzo del Bo, a Padova, si svolge la seconda edizione dell'evento nato per sensibilizzare su questa pratica tuttora eseguita, i cui esiti più nefasti possono essere cancellati dalla chirurgia plastica.

«Il compito del medico che cura le donne che hanno subito mutilazioni genitali è duplice: rimediare ai danni subiti dall'anima e dal corpo – dichiara Roberto Tozzi, Direttore della Clinica di Ginecologia e Ostetricia Azienda Ospedale/Università di Padova –. Se i primi sono irreparabili perché tale violenza è devastante, ancora maggiore impegno va posto nel curare l'aspetto fisico perché il risultato possa anche solo minimamente mitigare il dolore inflitto. Un aiuto che consenta la reintegrazione sociale e la ricostruzione della self confidence dell'essere umano così martoriato. Perché il risultato sia soddisfacente e consono al nobile obiettivo preposto, la sinergia tra i chirurghi ginecologi e plastici è di straordinaria importanza. Nell'organizzazione di questo evento abbiamo messo tutta la passione e l'energia che caratterizza ogni giorno il nostro lavoro. Un summit che sia informazione, conoscenza e indichi la strada da seguire».

Venerdì 24 giugno in Aula Magna di Palazzo del Bo alle ore 17.00 dopo un filmato di apertura sulle Mutilazioni Genitali Femminili di Stefania De Fazio e la lettura del brano di Elisabetta Fiorito »Una giornata di pioggia» da parte di Justine Mattera accompagnata al violino da Giacomo Rizzato, prenderanno la parola Franco Bassetto, Direttore dell’Istituto di Chirurgia Plastica Azienda Ospedale/Università di Padova, e Roberto Tozzi, Direttore della Clinica di Ginecologia e Ostetricia Azienda Ospedale/Università di Padova, che con Giovanni Scambia, Direttore Dipartimento Universitario Scienze della Vita e di Sanità Pubblica Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Roma, introdurranno i temi dell’incontro alla presenza della Rettrice Daniela Mapelli, del neo Sindaco eletto Sergio Giordani e Domenico Maria Crisarà, Presidente dell’Ordine dei Medici e Chirurghi Odontoiatri di Padova.

 

Anche il progetto P-ACT è nato per  contribuire a colmare le lacune dei servizi e delle reti territoriali relative a competenze ed approcci del personale dei settori coinvolti: come emerso dalla prima fase di rilevazione dei bisogni formativi del Progetto, la conoscenza del tema è spesso limitata e in riferimento per lo più ai casi in cui la pratica sia già avvenuta.

Particolarmente necessario risulta dunque, in ottica preventiva, lavorare perché aumenti la conoscenza del fenomeno, dei fattori e dei possibili indicatori di rischio, coinvolgendo tutte le figure professionali e i Servizi a contatto con famiglie e minori, così come agevolare interventi coordinati e multidisciplinari di tutti i soggetti coinvolti, dall’area sanitaria a quella sociale, dall’area educativa a quella scolastica, dall’area legale a quella della pubblica sicurezza.

Fino ad oggi, dall’avvio del Progetto si è lavorato nelle 4 città per individuare e dialogare con Servizi e professionisti a contatto con famiglie e minori straniere, coinvolgendo tutti i settori e potenziando il lavoro di rete già attivo sui territori. 

Il dialogo sta dando avvio a azioni mirate di capacity building e formazione interculturale per operatori, sensibilizzazione degli ordini professionali, azioni di advocacy sui decisori e azioni sperimentali di mediazione etnoculturale per l’attivazione di servizi a supporto delle minori straniere vittime o potenziali vittime di MGF.

A Padova, Roma e Torino, tra il 23 giugno e il primo luglio 2022, si terranno due giornate (09:00-18:00) di formazione per ogni città, rivolte ad una pluralità di professionisti, studiosi e attivisti del settore sanitario, sociale, educativo, legale e dell'accoglienza.

 Le due giornate di formazione hanno intento di contribuire alla costruzione di ponti tra le tematiche dell’approccio transculturale e della promozione della salute e le realtà dei soggetti coinvolti, valorizzando il confronto tra le diverse prospettive in campo.

A Milano la formazione verrà realizzata ad ottobre.

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