#SOPnoSTOP

Sanihelp.it IVI, clinica mondiale specializzata nella riproduzione assistita, per il mese dedicato alla sensibilizzazione sulla sindrome dell’Ovaio policistico (SOP)  ha creato una guida, oltre a una campagna di normalizzazione attraverso l’hashtag  #SOPnoSTOP, al fine di condividere i sintomi e le testimonianze di donne alle quali la SOP non poteva e non potrà impedire il loro cammino verso la maternità.

Riguardo questa malattia esistono tante credenze errate.

Qualche esempio?

 

Si pensa che una paziente con diagnosi di SOP abbia tumori alle ovaie.

Non è vero.

Il nome SOP deriva dalla sua descrizione quasi 100 anni fa ed era dovuto alla comparsa delle ovaie con follicoli multipli di dimensioni leggermente più grandi del solito; non sono presenti, dunque, né cisti né tantomeno tumori.

 La SOP, inoltre, non è un disturbo che origina dalle ovaie, ma è una  malattia metabolica che colpisce anche le ovaie attraverso la mancanza di ovulazione e, di conseguenza, può causare infertilità.

Un altro luogo comune è quello che vuole la paziente SOP sterile.

Le donne con SOP possono dover aspettare più tempo per rimanere incinta perché di solito non ovulano, ma quando ovulano allora possono rimanere incinte.

Va aggiunto che, nelle mani di un professionista della salute riproduttiva, con trattamenti semplici, si può ottenere che questo tempo di attesa fino al raggiungimento della gestazione sia significativamente ridotto.

Questo implica che un altro mito da sfatare sta nella non trattabilità della SOP.

Sebbene non esista un trattamento in grado di curare tutti i sintomi della SOP, ci sono misure per contrastarli, ad esempio la perdita di peso nelle donne con SOP obesa.

 

Sono disponibili anche trattamenti specifici per ciascuno dei sintomi che la paziente può mostrare, e questi, sebbene non curino la sindrome in modo permanente, possono mitigare molti dei sintomi più importanti.

«Siamo consapevoli della mancanza di conoscenza di questo disturbo, quindi questa guida è nata per informare in dettaglio sulla SOP e per essere in grado di agire dal punto di vista medico ed emotivo. Conoscere le implicazioni che questa sindrome può avere sulla vita delle donne che ne soffrono è il primo passo per affrontarla con tranquillità» afferma la dottoressa Daniela Galliano, specialista in Ostetricia, Ginecologia e Medicina della Riproduzione, responsabile del centro PMA IVI di Roma

«Il modo migliore per aiutare a combattere la SOP è uno stile di vita sano con l’aggiunta di una dieta sana, esercizio fisico e strategie comportamentali. Queste misure si traducono in un miglioramento degli esiti riproduttivi, dei livelli dei marcatori metabolici, dello stato psicologico e della qualità della vita» conclude la dott.ssa Galliano.

 

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