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La Gnatologia: di cosa si occupa, tecniche diagnostiche e di cura

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
In un’era in cui lo stress e lo stile di vita frenetico sono all’ordine del giorno, è importante dedicare attenzione al nostro benessere orale e al corretto funzionamento del sistema masticatorio. La gnatologia si pone come una scienza che guarda al di là  del sorriso estetico, concentrandosi sul ripristino dell’equilibrio e dell’armonia tra le diverse componenti del sistema masticatorio.


Ma come viene diagnosticata e trattata una disfunzione delle articolazioni temporo-mandibolari o altri disturbi ad essa correlati? E quali sono le tecniche e le terapie utilizzate per promuovere il benessere e alleviare il disagio del paziente? In questo articolo, esploreremo le metodologie diagnostiche e le modalità  di cura in ambito gnatologico.

Gnatologia: significato

La gnatologia è una disciplina odontoiatrica che si occupa delle funzionalità  del sistema stomatognatico. Quando si parla di sistema stomatognatico ci si riferisce alle articolazioni temporo-mandibolari (ATM), ai muscoli e ai denti che permettono all’organismo di adempiere alle funzioni di masticazione, deglutizione, respirazione e fonazione.

Se uno dei tre elementi poc’anzi citati perde le proprie capacità  funzionali, l’organismo reagisce mostrando un certo grado di adattabilità , allo scopo di consentire al sistema stomatognatico di continuare a svolgere le funzioni che ad esso spettano. Nonostante ciò, possono esservi comunque delle conseguenze negative per l’organismo, come ad esempio:

  • Cefalee;
  • Dolori cervicali;
  • Dolori articolari;
  • Migrazione, spostamento o usura dei denti;
  • Bruxismo;
  • Acufeni;
  • Gengivite;
  • Lesioni cariose al colletto dei denti.

Il compito della gnatologia è di intervenire allo scopo di ripristinare le funzioni tipiche di denti, muscoli e articolazioni e consentire un movimento masticatorio corretto. Affinché l’attività  masticatoria sia esente da criticità , necessitiamo di denti che abbiano una determinata forma e assumano una specifica posizione.

Se i denti non sono in grado di assumere la forma e la posizione ottimale, l’adattabilità  cui accennavamo prima consentirebbe ugualmente la masticazione ma a risentirne sarebbe sia il sistema stomatognatico che la postura dell’organismo.

L’esame gnatologico: come fare un’analisi gnatologica?

Prima di ricorrere ad un adeguato trattamento, è necessario che chiunque presenti dei disturbi come quelli poc’anzi indicati si sottoponga ad una visita gnatologica. Essa servirà  ad identificare la tipologia di disturbo di cui si soffre e la causa che l’ha generato.

Se le circostanze lo richiedono, l’odontoiatra potrebbe prescrivere specifici esami, come l’orto-panoramica o la risonanza magnetica delle articolazioni temporo-mandibolari. In determinati casi, potrebbe essere necessario sottoporsi ad una TAC, una kinediografia o una elettromiografia.

Lo gnatologo inizia con un’approfondita anamnesi, durante la quale il paziente viene intervistato riguardo alla sua storia clinica, ai sintomi presenti, ai problemi masticatori, all’eventuale dolore o disagio e alle abitudini orali. Questa fase permette di ottenere informazioni preziose sulla condizione del paziente e sui fattori che possono influenzare il cattivo funzionamento del sistema masticatorio.

Successivamente, lo specialista esegue un esame fisico completo della bocca, dei denti, dei muscoli facciali e dell’ATM. Verranno posti sotto la lente d’ingrandimento aspetti come:

  • Postura del paziente;
  • Movimenti mandibolari;
  • Posizione e l’usura dei denti;
  • Presenza di eventuali tensioni muscolari e altri segni clinici rilevanti.

Dopo aver raccolto un numero sufficiente di dati, lo gnatologo provvederà  ad elaborare un piano terapeutico adeguato al tipo di problema che è stato riscontrato.

Trattamento gnatologico

È difficile stabilire a priori quante sedute sono necessarie per un trattamento gnatologico completo. Molto, infatti, dipende dal problema specifico diagnosticato e dalle ragioni che ne hanno causato l’insorgenza.

In linea generale, il trattamento gnatologico si suddivide in varie fasi. In una prima fase, l’obiettivo è di favorire il rilassamento dei muscoli attraverso l’impiego di specifici dispositivi, per poi analizzare il risultato finale. Se è stato ottenuto il risultato finale desiderato, si passa ad una seconda fase, volta a stabilizzare e a migliorare le funzionalità  del sistema stomatognatico.

Nella maggior parte dei casi, l’origine del problema è da ricercare in un funzionamento errato dell’articolazione temporo-mandibolare. Di fatto, ciò che avviene è che i denti superiori non combaciano perfettamente con quelli inferiori, con la conseguenza che la mandibola arriva ad assumere una posizione differente da quella che dovrebbe avere.

Il trattamento gnatologico ha, dunque, l’obiettivo di riportare la mandibola alla sua posizione ottimale e di favorire il rilassamento dei muscoli masticatori. Ma come si raggiunge questo risultato? Tramite il cosiddetto bite, una placca in resina posizionata su un’arcata. In genere, è sufficiente portare questo apparecchio solo di notte. Il bite favorisce il ripristino di una corretta posizione della mandibola, con progressiva riduzione di dolori e fastidi.

Conoscere le cause del problema rimane, comunque, fondamentale per individuare il trattamento gnatologico adeguato. Se, ad esempio, la malocclusione è stata determinata dalla perdita di alcuni denti, oltre al bite è necessario procedere con la sostituzione di tali denti.

Il disturbo, però, potrebbe essere causato anche da ragioni di carattere posturale, come ad esempio una postura non corretta o alterazioni a livello del sistema scheletrico. In questo caso, la cosa migliore da fare è rivolgersi sia ad un posturologo che ad uno gnatologo. Sotto il profilo odontoiatrico, non cambia l’approccio terapeutico che prevede, comunque, l’impiego del bite.

Un’altra causa molto comune dei disturbi a livello mandibolare è il bruxismo, ossia al digrignamento tra i denti dell’arcata superiore e di quella inferiore. La realizzazione di un bite, anche in tal caso, permette non soltanto di proteggere i denti ma aiuta anche a raggiungere un maggiore rilassamento muscolare.

Quanto dura una visita gnatologica?

Indipendentemente dal numero di incontri necessari affinché la problematica possa essere risolta, mediamente ogni seduta può avere una durata di circa 30 minuti. Inoltre, il trattamento non è affatto doloroso in quanto basato su manovre scarsamente invasive.

Come prenotare una visita gnatologica nella tua città ?

Per prenotare una visita gnatologica nella tua città , ti consigliamo di consultare il sito web www.gnatologo.net, dove troverai l’elenco completo dei centri specialistici di Eccellenza Medica esperti nel trattamento gnatologico.

Effettuare la ricerca è davvero molto semplice. Ti basterà  indicare il nome della tua città  oppure consultare il menù a tendina che mostra l’elenco dei comuni in cui è presente un centro Eccellenza Medica specializzato in gnatologia. Una volta individuato il centro più vicino a te, potrai prenotare una visita gnatologica direttamente online, tramite WhatsApp oppure telefonicamente.

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