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World Cancer Day

Sanihelp.it – La Giornata mondiale contro il cancro che come ogni anno si celebra il 4 febbraio è una preziosa occasione per aumentare la consapevolezza sul cancro e incoraggiarne la prevenzione, l'individuazione e il trattamento.


Il 40% dei casi di tumore può essere evitato seguendo stili di vita sani (no al fumo, dieta corretta e attività fisica costante).

Il cancro, fra le malattie croniche, è quella che può beneficiare maggiormente della prevenzione primaria, come dimostrato da centinaia di studi scientifici.

Prevenzione oncologica significa anche adesione agli screening e vaccinazione contro il virus HPV, che può portare all’eradicazione dei tumori HPV correlati. E le campagne di informazione devono raggiungere il maggior numero di cittadini di tutte le età, a partire dai più giovani. Proprio in occasione del World Cancer Day 2024 Johnson & Johnson e Fondazione Mondo Digitale ETS hanno reso noti i risultati di una survey elaborata dalla direzione scientifica di Fondazione Mondo Digitale e condotta su un panel di oltre 400 studenti delle scuole superiori di tutta Italia che partecipano a Fattore J, progetto dedicato a sensibilizzare ed educare i più giovani nei confronti della scienza e della salute.

Dalla survey emerge fiducia degli studenti nei confronti dei progressi della ricerca e dei nuovi trattamenti: il 31,8% ritiene che nel 2050 potranno essere sconfitti i tumori, quasi il doppio rispetto a chi ritiene possibile risolvere il problema del riscaldamento climatico (14,6%).

A questo dato si associa anche la volontà, dichiarata da parte degli studenti, di voler contribuire alla lotta ai tumori (quasi l’83%): circa la metà degli studenti interpellati sogna una carriera nel mondo della medicina e della scienza (il 25,9% come medico e il 25% come ricercatore), mentre ben il 26,9% dichiara di volersi impegnare come volontario (1 su 4).

Una quota minore degli intervistati sta valutando altre tipologie di professioni legate alla salute, come infermieri, giornalisti scientifici, esperti nell’analisi dei dati. I dati mostrano una positiva propensione nei confronti delle professioni legata al mondo medico-scientifico, un aspetto incoraggiante in un Paese in cui lo studio delle discipline in questo ambito è tradizionalmente meno forte tra le scelte dei giovani.

La ricerca, inoltre, si è concentrata sulla percezione dei ragazzi in termini di prevenzione dei tumori e comportamenti utili per evitare il rischio di sviluppare la malattia. Per il 75% degli intervistati è necessario effettuare delle visite preventive. Fra le attività da fare per ridurre l’insorgenza di tumori, invece, troviamo smettere di fumare (75%), seguito dalla riduzione del consumo di alcolici (53%) e dalla maggiore attività fisica (53%).

Nonostante il tema della prevenzione risulti essere di interesse e rilievo per le nuove generazioni – oltre 4 su 5 studenti ha dichiarato di essere propensi a partecipare a programmi scolastici dedicati alla prevenzione – purtroppo ancora oggi sono tanti i giovani che, seppur consapevoli, continuano ad adottare comportamenti rischiosi: come riporta il rapporto nazionale sul tabagismo 2023, il 37% dei ragazzi fra i 14 e i 17 anni usa prodotti a base di nicotina almeno una volta al mese; nel 2021, come sostiene l’ISS, sono 1.370.000 i giovani fra gli 11 e i 25 anni che hanno consumato alcol in modalità rischiose per la salute; il 23% dei giovani  (11-17) ha invece problemi di peso.

Per evitare rischi che favorirebbero l’insorgere di tumori, anche l’informazione gioca un ruolo chiave.

Ai partecipanti è stato chiesto a quali fonti si rivolgono per saperne di più su questi temiOltre la metà di loro dichiara di affidarsi a fonti online come siti web e quasi il 40% consulta invece i social. Il medico di base rimane però un punto di riferimento, con il 53% degli intervistati che conferma di rivolgersi a questa figura.

In un contesto in cui le notizie non sono sempre veritiere e le fonti di informazioni online sono sempre più frequentate, risulta fondamentale sapersi proteggere dalle fake news. È stato quindi chiesto agli intervistati in che modo riconoscono questo genere di notizie. La netta maggioranza (80%) dichiara di verificare la fonte. Al secondo posto c’è il confronto con i familiari (31%) mentre il 10% dichiara apertamente di avere difficoltà ad individuarle.

 

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