HomeSalute BenessereTumoriTumore al seno: qualche goccia di sangue per la diagnosi

Tumore al seno: qualche goccia di sangue per la diagnosi

Prevenzione, cure e terapia

Sanihelp.it – La lotta contro il tumore più frequente fra le italiane si arricchisce di nuove tecnologie. 


«È possibile individuare in poche gocce di sangue i primissimi segni del tumore – spiega Massimo Cristofanilli, professore di Medicina alla Northwestern University di Chicago – è la biopsia liquida, una tecnologia innovativa molto promettente, che oggi è utilizzata per la prevenzione secondaria durante il follow up, per scoprire la formazione di eventuali recidive e metastasi nelle donne che hanno già sviluppato il tumore. Le tecnologie attuali permettono di capire nel 70-75% dei casi se la malattia svilupperà delle metastasi.

Altri studi vengono portati avanti, allo scopo di scoprire la malattia in fase preclinica, cosa che la mammografia non è in grado di fare. La biopsia liquida inoltre si può ripetere nel tempo con pochi millilitri di sangue, a differenza di quella tradizionale che richiede l’escissione del tessuto tumorale». 

Negli ultimi 15 anni la percentuale di sopravvivenza dopo una diagnosi di tumore al seno è notevolmente aumentata, passando dall’81 all’87%, secondo il Direttore della Oncologia Medica del Regina Elena, cosa che è dovuta alle campagne di screening e alle terapie sempre più innovative.

Oggi le armi a disposizione sono diverse, dalla chemioterapia all’ormonoterapia alle terapie target fino all’immunoterapia. L’obiettivo è quello di personalizzare i trattamenti, grazie a esami genomici che analizzano il DNA del tumore per capirne l’aggressività.
A questo proposito, esiste un test predittivo, Oncotype DX, che analizza l’attività di diversi geni presenti nel tessuto tumorale, che fornisce una previsione personalizzata del rischio di recidiva e fornisce delle indicazioni sulle terapie da eseguire.

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